Il Tirreno

Rau, Serrano e Blanco stelle di “Contemporanea”

GABRIELE RIZZA
Rau, Serrano e Blanco stelle di “Contemporanea”

Una delle edizioni più riuscite della rassegna La giornata conclusiva con gli assoli di Simi  e Alessandro Sciarroni

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Bisogna dare atto al Teatro Metastasio di aver avuto coraggio. Il festival “Contemporanea” numero 18, orchestrato da Edoardo Donatini, supera brillantemente timori e inquietudini dettate dall'emergenza sanitaria e si rivela fra le edizioni più autorevoli e meditate. Sarà per quell”Imprevedibilità del prevedibile” che quest'anno ne incarna il profilo certo non sono mancate le belle sorprese. Sul versante internazionale la palma si divide fra lo svizzero Milo Rau, il gruppo catalano Senor Serrano e l'uruguaiano Sergio Blanco. Il lavoro di Rau smuove le nuove frontiere del realismo drammatico, che gioca con frammenti estratti dalla cronaca, in questo casa la tragedia dell'intolleranza che si consuma a Liegi nel brutale omicidio di un giovane “diverso”. Operazione di scarto, creazione di un margine e possibilità di un buco nero dove la storia si infila e si disperde che lo imparenta a “The mountain” dei Serrano che fa a ping pong sulla ribalta della verità (quale?), scomodando nientemeno che Vladimir Putin quale cerimoniere degli eventi: da un lato la scalata dell'Everest nel 1924 che causò la morte di George Mallory il cui corpo fu recuperato 75 anni dopo, dall'altro l'invasione del marziani provocata alla radio nel 1938 da Orson Welles. In questo scenario di slittamenti si inoltra Sergio Blanco col suo “Memento mori”, monologo conferenza che inscena l'ultimo atto, la fine dell'esistenza, l'inevitabile smarrimento che l'artista imprime su di sé, uno scontro dove il personaggio/menzogna e l'attore/verità hanno lo stesso corpo: il suo. Su questa dissolvenza vero/falso, verosimile/compatibile, che fa del teatro il luogo di massima elezione, si culla Massimiliano Civica, autore di “L'angelo e la mosca”, epifanie dissonanti sul mestiere di teatrante evocate da visioni diverse dei grandi mistici inalatori di un dubbio su come recitare, cosa recitare e perchè recitare che assale anche i pugliesi Vico Quarto Martini nel loro “Livore”. Contemporanea chiude i battenti stasera con i soli di Laura Simi (“Fenomeno”) e di Alessandro Sciarroni (“Chroma”), Leone d'oro Biennale 2019. —

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