Italia
Mendelssohn e Dvorak per il Gardiner fiorentino
FIRENZE
Il rapporto fra la Toscana e il celebre direttore d'orchestra britannico John Eliot Gardiner risale al 2006, quando ha assunto il ruolo di direttore artistico della rassegna di musica sacra “Anima Mundi” di Pisa. Nonostante la vicinanza geografica Gardiner non ha mai diretto a Firenze. La lacuna si colma stasera quando sale sul podio dell'Orchestra del Maggio per eseguire la Sinfonia n. 3 di Felix Mendelssohn-Bartholdy, più nota come “Scozzese” per il clima e le atmosfere celtiche che la attraversano, e la Sinfonia n. 8 di Antonín Dvorák. «Ho il piacere di dirigere per la prima volta l'Orchestra del Maggio – spiega Gardiner – e per di più in un programma favoloso: due grandi sinfonie, con molta varietà, molte emozioni, è un vero piacere fare musica viva e dal vivo qui a Firenze». Il nome di Gardiner è legato soprattutto alle sue creature, il Monteverdi Choir, l’Orchestre Révolutionnaire et Romantique e gli English Baroque Soloists, che ne fanno è uno dei più autorevoli protagonisti della vita musicale contemporanea, apprezzato in tutto il mondo per le sue interpretazioni innovative e dinamiche, oltre che una figura di primo piano nel revival della musica antica e un pioniere di esecuzioni “storicamente informate”.
Ospite regolare delle più prestigiose orchestre internazionali, Gardiner vanta un repertorio che spazia dal 17esimo al 20esimo secolo, ben illustrato dall’esteso catalogo delle sue incisioni pluripremiate, mentre in campo lirico ha diretto fra l'altro a Vienna, Parigi, Londra, Milano, ricoprendo dal 1983 al 1988 il ruolo di direttore artistico dell’Opéra di Lione. Inizio concerto ore 21. —
gabriele rizza
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