Il Tirreno

“intercity” a sesto fiorentino 

Il cabaret macabro di “Angelo della gravità”

G.r.

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SESTO FIORENTINO

Proseguono a Sesto Fiorentino gli appuntamenti di Intercity, il festival curato da Dimitri Milopulos, che da sempre accende i riflettori sulla drammaturgia internazionale. Forzatamente costretto a restare in casa, l’itinerario in corso al Teatro della Limonaia punta dritto sulla penisola.

E stasera inquadra il lavoro di Massimo Sgorbani, penna fra le più argute e originali della nostra scena. Coprodotto da Intercity insieme a Archétipo va in scena “Angelo della gravità” (già Premio Riccione), protagonista Fabio Mascagni diretto da Alvia Reale. È una storia vera. Un detenuto condannato a morte aspetta il giorno dell’esecuzione che avverrà tramite impiccagione. Ma è talmente grasso che la corda non reggerebbe il peso. Il tempo si ferma, ascoltiamo le sue parole: «L’attesa si prolunga, si dilata – afferma Sgorbani – così lo spazio dell’azione verbale potrebbe essere una cella, ma più esattamente è un luogo qualsiasi davanti a Dio. Se non proprio davanti, di sicuro nelle sue vicinanze». Aggiunge Alvia Reale: «Lavorare con Fabio Mascagni è la molla che mi ha spinto ad intraprendere questa avventura. Il protagonista è un personaggio che ha delle caratteristiche fisiche precise, ma non ritenevo necessario cercare una verosimiglianza con la fisicità dell’attore. Con un piccolo intervento drammaturgico, ho pensato che un cabaret macabro potesse darci la giusta distanza, come avveniva attraverso la forma epica dei cartelli brechtiani che, rifiutando lo stile naturalistico, non incarnavano un avvenimento ma lo narravano, stimolando la coscienza critica e l’immaginario dello spettatore».

Info 055 210804. — G.r.

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