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Vincent Cassel è Gauguin «Tra fantasia e realtà»
PARIGI
È sempre una difficile impresa fare il biopic di un pittore, ma la vita di Gauguin era troppo ricca per non tentare ancora (sono già ben 18 i film e docu a lui dedicati). Basti solo pensare alla sua fuga verso Tahiti, al difficile amore per la giovane 'selvaggià Téhura e, infine, al suo rapporto con Van Gogh. Da qui nasce “Gauguin” di Edouard Deluc, da oggi in sala. Siamoo nel 1891, Gauguin (interpretato da Vincent Cassel) lascia la Francia alla ricerca di nuovi stimoli per la sua pittura a cui sta stretta la realtà europea. Dove trovare nuovi paesaggi e suggestioni che valga la pena dipingere? Chi era Gauguin? «Era una figura eccezionale - spiega il regista - alla ricerca di un sogno edonistico: liberarsi da tutte le convenzioni, morali, artistiche o politiche. Voleva tornare alla vita da selvaggio che aveva già condotto in Bretagna, Panama e Martinica e che lo aveva fatto emergere sulla scena artistica». «Al cinema, devi fonderti nel ruolo. Ho lasciato crescere la barba, ho perso peso, poiché Gauguin stava morendo di fame - così infine Cassel -. Indossavo anche denti protesici. Il suo aspetto era una miscela della mia fantasia e della realtà. Ho imparato il tahitiano. Ho inventato un'andatura per lui. L'ho costruito con i tocchi. Forse ho inventato un Gauguin un pò più rozzo di come lo vedeva Edouard e l'ho immaginato per cominciare ad entrare nel ruolo». —
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