Riparte Carlo Conti, stakanovista della tv: «Tale e Quale show per tutta la famiglia»
«Senza pubblico in studio reagiremo con il mestiere. Io sovraesposto? Il telecomando serve per cambiare canale»
Non ci sarà il pubblico in studio, i camerinii saranno ben distanziati, con parrucchieri e truccatori in “tenuta stagna” per rispettare le regole dell’emergenza Covid. Ma Tale e Quale Show, in un modo o nell’altro riparte, su Rai1 da domani, venerdì 18 settembre, in prima serata alle 21.20. Carlo Conti non molla, anzi, rilancia. E mentre la Rai studia un software per coinvolgere il pubblico da remoto, lo showman fiorentino punta tutto sulla qualità dell’intrattenimento. Tanto per cominciare con l’atteso ritorno, fuori gara, di Gabriele Cirilli che addirittura gli è apparso in sogno nelle vesti di Orietta Berti… Tutto può l’istrionico toscano, che nella sua variegata personalità artistica, in attesa del ritorno dello Zecchino d’oro che condurrà a inizio dicembre, si è trasformato anche in cartone animato: Gattocarlo, uno dei 44 gatti, a cui ha dato nome, voce e sembianze (nuove puntate su RaiYoyo a ottobre). E così, tra una replica in tv de I Migliori anni e dopo il tour teatrale con gli amici Panariello e Pieraccioni, ecco Conti tornare in diretta.
Uno show senza pubblico dal vivo, com’è possibile?
«C’è tanto entusiasmo, ma certo non sarà la stessa cosa. Tutti i programmi cerco di farli in primis per le persone che ho davanti, e poi per chi è a casa. Se ci saranno difficoltà reagirò col mestiere: ci faremo venire delle idee, sostituiremo gli applausi veri con quelli finti. Ma soprattutto, speriamo di riempire un po’ la sala già dalla seconda puntata. La capienza dello studio 5 di via Tiburtina è di 350 persone, quest’anno ne prevediamo 120-150. Stiamo aspettando il via libera».
Amadeus ha detto che senza pubblico Sanremo non si farà. Lei, che ha diretto il festival, che ne pensa?
«Ha ragione Amadeus, è impossibile Sanremo senza platea, perché non stiamo parlando solo di un programma tv, ci sono 1500 giornalisti in sala stampa, radio da tutta Italia e non solo, la città piena. Spero che a marzo la situazione sia diversa».
Che “Tale e Quale Show” vedremo?
«In giuria ci saranno Panariello, Salemme e soprattutto Loretta Goggi, l’unica che ho avuto accanto in tutte le dieci edizioni: lo show non potrebbe esserci senza lei. Lo scopo è mettere tutta la famiglia davanti alla tv, offrendo performance da Lady Gaga a Bobby Solo, dal ricordo di Édith Piaf e Barry White a Zucchero ed Elettra Lamborghini. La vera novità è il ritorno di Gabriele Cirilli, che apparirà in ogni puntata sul finale».
C’è chi la critica dicendo che è sovraesposto tra tv, teatro e varie attività. Cosa risponde?
«È giusto che ognuno esprima il suo parere. Ma il pubblico ha uno strumento, il telecomando, che ti fa vivere o ti cancella in una frazione di secondo. Ci sono periodi in cui faccio tanta tv e altri in cui mi dedico a cose diverse. Ultimamente sono meno in televisione: ho rinunciato ad apparire nel quotidiano con L’Eredità, di cui faccio l’autore. E poi è più una sensazione, forse anche legata alle repliche de I Migliori Anni che sono state mandate nel periodo di emergenza virus, ma ripeto uno può cambiare canale. Io mi diverto sempre».
Che cosa ha insegnato il lockdown al mondo della tv? Il varietà sopravviverà?
«Col lockdown è cambiato lo scenario televisivo, si tende a non seguire più il palinsesto predisposto e questo ha ridotto gli ascolti. Ogni sera puoi vedere una partita, un cartone, un giallo, basta andarlo a cercare».
Nel futuro le piacerebbe fare il dirigente Rai?
«No no per carità, a ciascuno il suo mestiere».
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