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Patty Pravo: «Quella notte a Roma con Jimi, una canna e i vigili...»
Jimi Hendrix e Patty Pravo, si incontrarono al Piper una notte di primavera del 1968 e legarono subito. Nacque un’amicizia che durò fino alla morte del leggendario chitarrista, rivela ora Nicoletta. «Ho incontrato Jimi due o tre giorni prima che morisse, a Londra, in un bar sotto l’albergo dove viveva in quel periodo, a Notting Hill: mi disse che era un albergo fatto di appartamenti». Era il Samarkand Hotel: lui stava al ben più elegante Cumberland di Kensington, ma quella era l’abitazione della sua ragazza del momento, Monika Dannemann, che era con lui nelle ultime ora di vita, la notte fra il 17 e il 18 settembre 1970. «Quel pomeriggio - ricorda Patty - si sfogò un po’ con me. Si lagnava, anzi. Mi disse che era stufo della musica che faceva, e annoiato di fare il fenomeno: gli chiedevano sempre tutti di dar fuoco alla chitarra, o di suonare la sua Fender con l’asta del microfono o i denti».
Patty ricorda benissimo che Hendrix già pensava un nuovo progetto: «Aveva in mente di lavorare con una grande orchestra, e cimentarsi con un’altra musica ».
Ma l’aneddoto più divertente riguarda la sera che i due si conobbero. Il 25 maggio la star di Seattle si era esibita al Brancaccio, poi lo avevano accompagnato al Piper. Sui sofà della zona riservata, spiccava la bellezza splendente di Nicoletta Strambelli; Jimi si sedette accanto a lei e al batterista Alberto Marozzi: «Un grande piperino di sempre - annota Patty - e l’unico fra noi che possedeva una 500, bianca. Jimi dopo un po’ chiede di uscire per Roma, e vederne la bellezza. Alberto guida, io sono al suo fianco, dietro Hendrix cercava di trovare una posizione per le sue gambe lunghe. E via, tutta la notte in giro per mostrargli Roma. Ma ci accorgiamo che è pieno di posti di blocco. Stanno cercando Vallanzasca, ci diranno poi i vigili».Appena messa in moto l’auto, Jimi accende uno spinello enorme: «Ci sono i finestrini aperti e intorno all’auto si alza un alone di fumo bianco: alcuni vigili in pattuglia lo notano e ci fermano. Apro la portiera e mi affaccio, chiedo subito: “È successo qualcosa?”. Per fortuna, riconoscono me e non lui, e ci lasciano andare ».
Lei lo ha mai visto alterato? «Non è che si facesse così pesantemente, credo. Era una persona dolce ».
C’è stato un flirt, con Hendrix? «Stavo con Gordon Faggetter, batterista, che purtroppo da tre settimane non c’è più. Ero innamoratissima, eravamo insieme dal ’65. E no, non l’ho mollato per Jimi». —
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