Il Tirreno

fabio canessa 

“Extraliscio” Che sorpresa il rock che va in balera

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Molta musica quest’anno sugli schermi del Lido: Paolo Conte e Caetano Veloso sono i protagonisti di due film dedicati alla loro arte, nell’applauditissimo “One night in Miami” di Regina King si racconta l’incontro del re del soul Sam Cooke con Malcom X e Cassius Clay per rintracciare le origini del Black Lives Matter, c’è perfino il raga indiano su cui è incentrato “Il discepolo” di Chaitanya Tamhane, il dramma di un cantante che si strugge perché alla passione e all’impegno che dedica alla musica non corrisponde il talento. Ma la sorpresa più bella è quella di Elisabetta Sgarbi, che ci ha fatto conoscere gli Extraliscio, una strepitosa band emiliana che suona il liscio corretto con il rock e lo swing.

“Extraliscio punk da balera” presentato ieri fuori concorso, è un’opera bizzarra e gustosa che esplora il folk di Casadei come world music e lo fa raccontare allo scrittore Ermanno Cavazzoni, che già ispirò a Fellini “La voce della luna”. Tra citazioni che mandano in brodo di giuggiole i cinefili (da “Amarcord” a “Vodka lemon”) e bislacchi siparietti da musical surreale (una swingante canzone in battello sul Po) con balli e canti a volontà, gli Extraliscio si esibiscono insieme a ospiti di lusso, in jam session memorabili come quelle con Elio e Jovanotti. È proprio Jovanotti a farsi portavoce dell’intento del film, quando sostiene che all’estero la musica italiana significa solo opera lirica o canzone napoletana, mentre gli Extraliscio dimostrano che il patrimonio delle nostre note è così ricco e sottovalutato da essere ignorato anche da noi italiani. —

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