Il Tirreno

L’INTERVISTA: DAVID RIONDINO

Tre tappe, tre storie da leggere. Riondino: «Così interpreto Boccaccio sulle strade della Maremma»

Elena Torre
David Riondino, “cantastorie” fiorentino
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David Riondino, “cantastorie” fiorentino

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Domenica prossima a Scarlino a partire dalle 16,30 tra le mura del convento Monte di Muro, David Riondino sarà uno dei protagonisti di una passeggiata trekking di circa un’ora. Un appuntamento che si inserisce nel nutrito calendario di eventi proposti dal festival "I luoghi del tempo", manifestazione che si svolge oramai da un decennio nella provincia di Grosseto.

«Già in altre occasioni mi era stata proposta una camminata come modo di stare insieme, l’anno scorso a Cala Violina dove raccontavo delle storie su Garibaldi e mi piacque molto. Qui si tratta di una passeggiata in tre tappe e per ciascuna tappa leggerò una storia. Ci sono tanti repertori da cui attingere, il Boccaccio è uno di quelli che ho già fatto in passato, in genere la novellistica e l’epica antica si prestano molto a questo tipo di eventi».

C’è un ritorno alla narrazione orale, le persone hanno voglia di ascoltare le storie, vedi anche il successo dei podcast di questi ultimi tempi...

«Si è ricreata un’attenzione verso l’ascolto e queste formule che vengono scelte ne sono la conferma. Ci sono gli elementi base della novellistica con un rapporto preciso dello spazio e del tempo, camminare e raccontare... l’idea di fare una passeggiata e poi sentir raccontare una storia è talmente antica! La letteratura nasce raccontando storie. Le storie ce le leggono i genitori, chi ci sta vicino e il tempo viene usato per muoversi da un punto all’atro e poter godere della bellezza paesaggistica in una specie di ritorno al passato. I posti poi sono molto belli e l’unico modo di gustali è camminare, per cui una camminata a più persone è un’occasione per chiacchiere e sentire una storia...»

Un legame con la natura che appartiene proprio all’origine del teatro.

«Il teatro era un rituale, un evento che aveva a che fare con una comunità e i suoi ritmi nel suo riconoscersi. Restando seduti e guardando uno che parla e ascoltando un racconto, si comprendeva meglio ciò che stavamo vivendo, lo spazio stesso in cui nascevano era particolare».

Quest’estate le occasioni culturali sono state adattate ad una forma che tenesse conto di molte restrizioni. Trovare nuove forme ha dimostrato in ogni caso qualcosa...

«Indipendentemente dal Covid e da qualsiasi situazione il fatto di come usare i parchi naturali è una buona domanda. Conoscere ed esplorare il territorio come facciamo noi invece che andare su con una guida naturalistica è un’alternativa interessante, trovo che il fatto che vengano usati come spazi per un racconto sia una buona idea e in questo modo si possono vedere luoghi in cui in genere ci si va solo per trascorrere del tempo in relax vedere un posto che non si è mai visto, occasioni per conoscere una realtà diversa, da un punto di vista nuovo. Questa parte della Toscana è molto varia c’è il mare, c’è il bosco, con risonanze etrusche castelli, chiese, un territorio molto suggestivo».

Com’è stata la tua estate?

«La mia estate è stata divertente piena di incontri, ho avuto molte occasioni piacevoli anche in Toscana sono stato all’anfiteatro romano di Fiesole, con Boccaccio, a Castelnuovo Garfagnana a leggere delle cose sull’Ariosto, e adesso continuerò con una cosa che mi piace molto con TG Suite versione musicale della notizia, uno spettacolo che abbiamo fatto già con un buon successo a Scandicci e che rifaremo il 13 settembre. Musicisti, autori, filmaker, grafici ogni settimana pubblicano delle canzoni che prendono spunto da notizie di cronaca in una sorta di laboratorio, ogni cosa può essere cantata, trasformato in un esercizio musicale, ballate, e ogni puntata con sei piccole clip montate come se fosse un talent senza vincitori».

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di Redazione web