Il Tirreno

L’ospite d’onore 

Il tributo a Brunori Sas Il suo “Cip” celebrato come disco del 2020

F.C.
Il tributo a Brunori Sas Il suo “Cip” celebrato come disco del 2020

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La prestigiosa giuria del Tenco ha decretato che il miglior disco dell'anno è il nuovo ottimo album di Brunori Sas, “Cip!”: un titolo che propone una comunicazione più articolata di un tweet e rilancia la figura del cantautore classico, aggiornato ai nostri tempi poco ideologici e molto autoironici. Un’oasi di buona musica italiana doc da ascoltare con gusto in mezzo ai talent plastificati, al rap monotono e all’ingenua trap: ritmi sostenuti, ma da ballata, melodie cantabili, arrangiamenti semplici ed efficaci, tutto assai gradevole e orecchiabile. Intitolato con il verso degli uccellini, il disco rispecchia il clima di insofferenza per il tronfio e l’altisonante, il bisogno di mitezza e sobrietà, l’atteggiamento ottimista di chi vuole costruire più che criticare. Brunori Sas, cantautore di oggi, assomiglia ai cantautori di ieri (evidenti sono i richiami a De Gregori), ma si differenzia da loro perché ha sostituito l'”io” con il “noi”: “Noi che crediamo ancora nell’amore profondo/ e che ci preoccupiamo per le sorti del mondo./ Noi che mangiamo sempre senza l’olio di palma/ e che apprezziamo molto la virtù della calma”. Se l’approccio con la politica è più disincantato rispetto a quello di un tempo, anche la rima cuore/amore si emancipa dai sentimenti: “E chi se ne frega se è sesso o se è amore/ conosco la tua pelle tu conosci il mio odore/ che poi chi l’ha detto che è peggio un culo di un cuore/ e che serve una canzone per parlare d’amore”. Il cantautore degli anni Settanta era indignato e incazzato, leader e portavoce dell’indignazione e dell’incazzatura di tutti i giovani di allora (pensate a “L’avvelenata” di Guccini): qui l’incazzato è il nemico, quello che non ha capito quanto è bello il mondo, “Bello dovrebbe apparire il mondo anche a te/ che invece sei sempre nervoso/ chissà poi perché”, mentre il ritornello ripete “Non puoi fare l’amore/ se non smetti di urlare”. Lo stesso che non ha capito, come dice un’altra canzone, che “il mondo girerà/ anche senza di noi”. Il brano più bello è “Al di là dell’amore”, ma quello introduttivo è il più significativo di un cantante che vorrebbe unire e non dividere. —

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