Il Tirreno

MUSICA: LA KERMESSE DI pIOMBINO 

«Il premio Tenco, qualità senza steccati»

FABIO CANESSA
Luigi Tenco e Sergio Staino
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Luigi Tenco e Sergio Staino

Sergio Staino, leader dell’organizzazione: «Bello trovarsi qui, a caccia di nuovi autori: c’è serietà ed entusiasmo»

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A conclusione di una stagione esaltante, che ha visto sfilare sul palco Vinicio Capossela e Alex Britti, Tullio De Piscopo e Bobo Rondelli, attori come Edoardo Pesce e Giorgio Colangeli, e Andrea Scanzi, l'estate piombinese chiude col botto, ospitando al Piazzale d'Alaggio del Porticciolo di Marina una serata speciale Ascolta Tenco, stasera alle ore 21 con ingresso libero. Il promoter Andrea Parodi, con il suo quasi omonimo Giuliano Parodi, vicesindaco e assessore alla cultura del Comune di Piombino, in collaborazione con la Pro Loco e Pomodori Music, è riuscito a confezionare uno spettacolo di alta qualità, con la partecipazione della cantautrice salernitana Alfina Scorza, il rapper emiliano Murubutu, il cantautore torinese Carlo Pestelli e la cantautrice napoletana Flo, nonché il canadese Bocephus King e Alex Valle, polistrumentista di Francesco De Gregori. Piatto già di per sé ricchissimo, ma il pezzo forte della serata sarà Brunori Sas, vincitore della Targa Tenco per il miglior disco assoluto del 2020, "Cip!". A impacchettare il tutto sarà presente Sergio Staino, nuovo Presidente del Club Tenco, insieme a Graziella Corrent, membro storico del direttivo. « Sono felicissimo che il Tenco approdi a Piombino, una città che conosco come le mie tasche, con la quale ho un forte legame da tempo».

Com'è che un fumettista come Staino è diventato presidente del Tenco?

« Non sono presidente, la dicitura esatta è rappresentante legale. Dopo la morte di Rambaldi si è deciso di non nominare più nessuno come presidente. Il Tenco l'ho scoperto molti anni fa, grazie a Paolo Conte, che per me è un mito: gli avevo regalato dei disegni dedicati a lui e contraccambiò portandomi al Premio Tenco. Fui folgorato perché scoprii un mondo meraviglioso, fatto di gente bella, colta e disinteressata. Ho fatto amicizia con tutta questa strana confraternita: Guccini, Vecchioni, Michele Serra. E un anno ricevetti anch'io il Premio Tenco come operatore culturale».

Infine l'hanno pure scelta come capo.

« Sì, all'improvviso cercavano un responsabile conosciuto a livello nazionale e io ho accettato con entusiasmo, perché so quanta serietà ci sia dietro questa organizzazione: al Premio concorrono tutti i dischi che escono nell'anno, senza selezioni preventive, le votazioni sono segrete e la giuria è composta da circa 150 giornalisti musicali».

Quindi lascerà tutto com'è?

«No, stiamo lavorando per ristrutturare i giurati: vorrei abbassare il target generazionale, inserendo dei giovani selezionati dalle varie scuole musicali d'Italia e riaprire il discorso sulla canzone d'autore».

La definizione suona oggi datata?

«Il Tenco è nato come un club di nicchia, nel 1972, sull'onda della morte di Luigi, in antitesi con il Festival di Sanremo. Ora le cose sono cambiate, la contrapposizione non ha più senso e lo stesso Festival si è aperto alla canzone d'autore, forse grazie anche al Tenco, e prevede un premio dedicato a Mia Martini. Non ci sono più da una parte il giovane triste con la chitarra e dall'altra il consumismo del pop commerciale. Quindi molto va ripensato, perché è sempre più difficile distinguere tra le etichette musica di consumo e musica d'autore.

Che progetti ha in mente? «Un seminario con vari personaggi sulla canzone d'autore sul tema: "Chi c... è il cantautore oggi?».

Il titolo è chiaro ed efficace. Chi terrebbe il seminario?

«Sergio Sacchi, che è un'enciclopedia ambulante della canzone, e Morgan. E mi piacerebbe allargare il Tenco all'estero».

Ospitando musicisti stranieri o esportando i concerti?

«Nessuna delle due. Ricorda gli Yorum? Una band turca i cui componenti furono arrestati e torturati dal governo turco: due componenti un anno fa hanno portato alle estreme conseguenze lo sciopero della fame, lasciandosi morire in carcere. Ecco, io vorrei istituire il Premio Yorum per i cantautori internazionali».

Eppure c'è stata una polemica con i parenti di Luigi Tenco.

«Sì, la vedova del fratello e i nipoti hanno protestato per la presenza di Achille Lauro, che a loro è sembrato indegno del contesto. Invece non sono d'accordo: può piacere o meno, ma Achille Lauro è un artista innovativo e non banale».

Da lì hanno iniziato quasi una guerra contro di voi.

«Mi ha addolorato molto che abbiano quasi gettato un'ombra di scorrettezza, come se ci fosse stato qualche interesse privato. Intollerabile anche solo un vago sospetto di qualcosa di questo genere. Infatti abbiamo avuto subito la solidarietà di oltre 150 artisti».

Quest'anno il vincitore è Brunori Sas, che sarà consacrato nella serata piombinese.

«Anche lui ha a cuore la Toscana, perché ha studiato a Siena. Il suo disco è splendido, ma Dario mi piace molto come persona: un artista culturalmente sempre insoddisfatto e alla ricerca di strade nuove». —
 

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