Il Tirreno

Il gigante buono che domina il paesaggio caro a Leonardo

Il grande leccio secolare di Faltognano, nelle vicinanze di Vinci e della casa natale di Leonardo
◗
Il grande leccio secolare di Faltognano, nelle vicinanze di Vinci e della casa natale di Leonardo

Un grande leccio secolare si erge sulla terrazza panoramica vicino a Vinci: lo sguardo va dalla Lucchesia all’Abetone, dalle Apuane al mare di Livorno. Ecco come ci si arriva

2 MINUTI DI LETTURA





VINCI. Con gli occhi di Leonardo. Perché, anche chiudendo i nostri, non occorre molta fantasia per immaginare il Genio seduto all’ombra del grande albero sulla terrazza di Faltognano intento ad osservare il paesaggio circostante con l’acutezza che lo contraddistingue, pronto ad incamerare particolari di quella vista a tutto tondo: il profilo del Colle di Monsummano o il padule di Fucecchio. Quelli stessi che con facilità è possibile riconoscere nel primo disegno del Maestro, datato 5 agosto 1473, oggi tornato agli Uffizi, ma fino all’anno scorso – per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte – punto di forza della mostra dedicata all’artista nella sua casa natale. Siamo vicini a Vinci, a mezza costa del Montalbano, sullo spiazzo panoramico che si apre di fronte alla Chiesa di Santa Maria Assunta e sul quale domina il “grande Leccio”, un esemplare di “Quercus Ilex” dalla chioma immensa: da 250 anni, dai suoi 15 metri altezza vigila sul territorio.

[[atex:gelocal:il-tirreno:tempo-libero:1.39148309:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39148309:1652793741/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Già solo per incontrare quel “gigante buono” varrebbe la pena salire sino a Faltognano, ma se la posta in gioco è anche una vista sbalorditiva su una terra multiforme che dal Valdarno arriva fino al mare, allora incamminarsi è un obbligo. L’altezza non è vertiginosa – 350 metri – ma la terrazza di Faltognano è davvero in posizione baricentrica: dal lato ovest si distende la piana di Lucca, con Montecarlo e i suoi vigneti e oliveti; a seguire l’Appennino tosco-emiliano, con la cima dell’Abetone e, di cuspide in cuspide, le Apuane e il monte Serra. Nelle giornate nitide l’occhio arriva al porto di Livorno fino a riconoscere il profilo dell’isola di Gorgona. Dal lato opposto Volterra e, con un po’ di fortuna, la cima dell’Amiata. Sarebbe già abbastanza, ma per i più intraprendenti, con un’oretta di cammino lungo il sentiero che dal cimitero va verso Torre di Sant’Alluccio si arriva sulla cima del Montalbano, dove in epoca medievale sorgeva un ospedale, oggi diroccato: e allora sì, che con uno scarto di 250 metri di altezza in più, la prospettiva diventa visione.

[[atex:gelocal:il-tirreno:tempo-libero:1.39148310:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39148310:1652793741/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Come si arriva. A Vinci si arriva dalla Fi-Pi-Li: si prende l'uscita Empoli e a seguire le indicazioni per Vinci. Arrivati in paese, si prosegue in direzione Pistoia e al primo incrocio prendere la via di Anchiano. Dopo tre chilometri, al parcheggio davanti alla casa natale di Leonardo, si gira a destra verso Faltognano. Oltrepassato il borgo, una strada asfaltata a sinistra in salita per circa un chilometro conduce alla chiesa di Santa Maria Assunta e alla terrazza panoramica.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web