Il Tirreno

Nel borgo di Capalbio l’arte in realtà aumentata

Sofia Capellini e Maria Concetta Monaci con un’opera di reatà aumentata di Maurizio Savini
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Sofia Capellini e Maria Concetta Monaci con un’opera di reatà aumentata di Maurizio Savini

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Le limitazioni dovute al Covid si trasformano in opportunità di fruire l’arte contemporanea in modo inedito grazie alla mostra “Augmented Liberty – Esperimenti di arte in libertà aumentata” che si inaugura oggi alle 19,30 a Capalbio. Le opere saranno ospitate fisicamente in originale all’interno della Galleria Il Frantoio di via Fucini 10 ma grazie alla tecnologia della realtà aumentata e ad AmbiensVr, partner del progetto, i visitatori possono interagire con esse in un percorso che si snoda nel borgo medievale.

Alcuni totem daranno le indicazioni su un’app da scaricare sullo smartphone, gratuita, e inquadrando un Qr Code si potrà ammirare l’opera virtualmente, fotografarla o scattarsi un selfie. I contenuti potranno essere condivisi sui social con gli hashtag #augmentedliberty e #estatecapalbio. La curatrice Maria Concetta Monaci, accanto alla collaboratrice Sofia Capellini, usa il paragone della caccia ai Pokemon di moda alcuni anni fa: «Sarà una caccia al tesoro contemporanea, per questo abbiamo scelto opere giganti, colorate e pop tra i lavori degli artisti che espongono al Frantoio. Purtroppo il coronavirus ha fatto saltare la prima parte della programmazione da Pasqua in poi e abbiamo dovuto immaginarci un modo nuovo di godere delle opere d’arte fuori dai luoghi deputati».

Per la fruizione tradizionale della mostra all’interno del Frantoio occorre rispettare le misure anticontagio (accessi contingentati e mascherina) mentre per la mostra “virtuale” sono a disposizione cartine per fare il tour del paese e scoprire i punti in cui le opere sono virtualmente collocate. «Più avanti pensiamo di proporre passeggiate guidate – dice Monaci – per illustrare il valore degli artisti che abbiamo scelto e come servirsi al meglio della realtà aumentata per avvicinarsi alle opere».

Il progetto è patrocinato dal Comune di Capalbio e dalla Fondazione Capalbio e nasce da un’idea dell’architetto Carlo Lococo che ha suggerito di utilizzare la realtà aumentata applicandola agli spazi esterni. Espongono Antonio Barbieri, Bruno Pellegrino, Armando Tanzini, Maurizio Savini e Giuliano Tomaino. La mostra dedica anche un omaggio a Niki De Saint Phalle, ideatrice del Giardino dei Tarocchi. La mostra “Augmented Liberty” prosegue fino all’11 ottobre.

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