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Modì, il giallo degli archivi «Sequestrati a Ginevra dalla polizia ticinese»
LIVORNO
«Gli archivi Modigliani sono da metà maggio sotto sequestro dell’autorità giudiziaria ticinese. La polizia cantonale ha bloccato presso il porto franco di Ginevra circa seimila reperti appartenenti al pittore livornese o alla sua famiglia». A raccontare il fatto Dania Mondini e Claudio Loiodice, gli autori del libro-inchiesta «L’Affaire modigliani», uscito a Ottobre 2019 per Chiarelettere. «Il materiale, che è giunto in Svizzera dopo essere indebitamente stato sottratto allo Stato italiano è adesso al sicuro nelle mani di un’autorità governativa. Nel 2006 gli archivi erano stati ceduti al patrimonio nazionale dalla nipote e unica erede di Amedeo Modigliani, Laure Nachtschein, come risulta da documenti che abbiamo acquisito presso la Sovrintendenza, poi erano “volati” all’estero», spiegano Mondini, giornalista e conduttrice Rai e Loiodice, docente di criminologia applicata alle investigazioni a Bellinzona. Il loro libro-inchiesta, uscito nel centenario della morte di Modigliani, ha denunciato intrighi e crimini commessi all’ombra del grande artista livornese e della sua famiglia. «Poche settimane fa- raccontano – la senatrice Margherita Corrado della commissione cultura aveva rivolto un’interrogazione parlamentare al ministro della cultura Franceschini sulle intenzioni del Mibac di recuperare i preziosi reperti, ma fino ad oggi non è arrivata nessuna risposta, nonostante la Procura di Asti da otto mesi abbia avviato un’inchiesta sulle modalità di fuga degli archivi Modigliani dal nostro paese». E l’intrigo internazionale all’ombra del grande Modì continua. —
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