Godano, la prima volta da solista Atmosfere intime e country
LUCA TRAMBUSTI
Dopo 31 anni di militanza nei Marlene Kuntz come cantante, chitarrista ed autore (130 testi scritti), Cristiano Godano pubblica il suo primo album da solista. “Mi Ero Perso Il Cuore” è da oggi disponibile in Cd, doppio vinile e digitale. Il mai banale Cristiano Godano regala ai suoi fan (e non solo) un album di grande spessore e intensità che lo porta lontano dai volumi e “rumori” che contraddistinguono la band di Cuneo. Le atmosfere sono dense, intime, pacate e rarefatte, la musica si avvicina al country (o “alternative folk” come lo definisce lo stesso Cristiano) ed arriva, nel nuovo singolo “Com’è possibile”, a citare Bob Dylan cantando “La risposta è lassù / e soffia nell'aria / Quante strade dovrà / di nuovo percorrere / un uomo?”. Solo in un paio di pezzi la base musicale si fa più potente, pur restando nel medesimo ambito stilistico. Una scelta sonora che Godano rivendica in questo modo. ”Volevo fare qualcosa che non sapesse di Marlene Kuntz - dice - che marcasse un’inequivocabile differenza, sia dal punto di vista musicale come da quello lirico. Qui i testi sono più diretti, non c’è mai - prosegue - una frattura tra me e l’io narrante, cosa che invece faccio nella band. In sostanza - conclude - è un disco molto autobiografico.” Le 13 tracce dell’album Godano le definisce “una collezione di canzoni che raccontano i demoni della mente, un disco attuale che parla di turbe e disagi, ha il coraggio della paura e esibisce questa poetica vulnerabilità.” Ci sono molti temi cari all’autore anche se la declinazione musicale è differente. ”In questo caso - dice - le mie composizioni sono suonate da altri musicisti con diversa sensibilità. Con il mio songwriting Luca e Riccardo (i Marlene Kuntz ndr) fanno altro, dettato dalla loro visione. Qui, con la band che mi accompagna, sono riuscito ad ottenere qualcosa di diverso. Inoltre - conclude - c’è una grande tradizione di cantanti di band rock che hanno sentito l’esigenza, non per vanità, d’immaginare le proprie canzoni in un diverso ambiente musicale.” La band che lo accompagna è tosco emiliana. C’è infatti il maremmano Gianni Maroccolo al basso e gli emiliani Ustmamò Luca A. Rossi (chitarre e produzione) e Simone Filippi (batteria). A differenza dell’energia live dei Marlene il disco solista del loro frontman si può esprimere in contesti diversi. “Questo è un disco intimo e potente - dice Godano - per cui spero di suonarlo live. Sarebbero momenti ideali e magnifici, che penso si possano fare anche alla luce delle disposizioni vigenti”. Cristiano infine ragiona sul ruolo dell’arte durante la quarantena e l’isolamento conseguente e dice: “Durante il lockdown si è distribuita molta arte che penso sia stata consolatoria, un regalo prezioso con cui riempire bene il tempo, in maniera non banale - aggiungendo polemicamente - il ruolo del musicista non è solo quello di far divertire come invece è stato detto.” Aggiunge poi la sua vicinanza a tutte le manifestazioni a favore dei lavoratori del settore spettacolo. —
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