Italia
Quei volti nel borgo di Montescudaio aspettano il sorriso e raccontano giorni di buio e speranza
Prosegue l’opera dell’artista Stefano Tonelli che ha animato gli sportelli dell’acqua
MONTESCUDAIO. Ormai sono oltre cento quei volti con lo sguardo in cerca di qualcosa “oltre”, volti senza sorriso ma con grandi occhi che con pochi ma magici tratti neri l’artista Stefano Tonelli ha creato disseminandoli per Montescudaio, sua amata terra di origine (lui lavora a Roma ma qui torna sempre quando ha un po’ di tempo libero), sugli sportelli dell’acqua. Un progetto partito in pieno lockdown: «Ero qui, uscivo la sera a portar fuori il cane, mi guardavo intorno e a un certo punto ho notato quegli sportelli, così anonimi eppure così invitanti. Da qui ho pensato che avrei potuto dare un’impronta a quegli sportelli, affidar loro un messaggio, il messaggio dello spaesamento di quei giorni bui ma anche della speranza, la speranza di tornare a sorridere». Infatti la parte finale del progetto prevede che tutti quei volti, ora vuoti nella parte inferiore, un po’ come se indossassero la mascherina, presto possano finalmente sorridere e continuare a guardare oltre.
«Quando l’emergenza sarà finita dipingerò loro le bocche, le dipingerò di rosso» spiega Tonelli. Un bel regalo alla sua Montescudaio («è la mia terra, sono figlio di questi intonaci,di queste pietre e di questi colori.Questo è il luogo dove l’apparire e lo scomparire hanno lo stesso profumo»), una bellissima idea dal punto di vista della valorizzazione di spazi vuoti, una sintonia perfetta con la suggestiva atmosfera del borgo, perfetta quando il paese era semi deserto a causa del covid, perfetta anche ora, con i primi turisti che tornano e guardano incuriositi questi volti “compagni” di quarantena. Un bel regalo anche perché Tonelli, la sua carriera è iniziata nei primi anni Settanta con espoisozioni personali e collettive, performance e installazioni, libri e video filM. Dalla metà degli anni ’80 sceglie una strada “contraria” ai flussi d’arte e della moda diventando spesso segno di “contraddizione” e qualche volta di scandalo.
Usa tecniche e stili che appaiono differenti ma lo fa con straordinaria naturalezza e libertà per affermare che è figlio del ‘900 «l’unico secolo - dice - che ha consegnato all’artista la possibilità della sperimentazione totale e quindi del proprio sacrificio».Negli ultimi i anni Tonelli ha esposto in sedi prestigiose a Roma, Milano, New York, Berlino, Parigi, Amburgo, Madrid, Lisbona e nel 2011 ha partecipato alla 54° BIennale di Venezia. Dedica spesso performance pittoriche al pubblico di alcune piazze di cittadine europee.Attualmente collabora con musicisti, attori e poeti che incontra nel suo “rifugio” di Montescudaio.
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