Il Tirreno

Lo studio commissionato dal tavolo editori radiofonici 

Con la fase 2 è tornata la radio Ascolti boom su più piattaforme

LUCA DONDONI
Con la fase 2 è tornata la radio Ascolti boom su più piattaforme

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I NUMERI

LUCA DONDONI

Pur penalizzata dalla Fase 1 del lockdown, che ha fermato tutto e di conseguenza l’ascolto in auto, la radio non ha perso il suo appeal e i numeri lo dicono a gran voce. Dopo una prima ricerca che ha monitorato i mesi di marzo e aprile confermando una flessione, il Tavolo Editori Radiofonici (Ter) ha commissionato una seconda indagine per tracciare l’evoluzione dell’ascolto della radio nella Fase 2 dell’emergenza.

Giorgio Licastro, responsabile dell’area media di GfK Italia, ieri ha presentato i dati e detto che la Fase 2 ha permesso il recupero della mobilità degli italiani con un incremento degli ascolti radiofonici. «In quanto luogo che tiene al sicuro dal contagio - ha detto Licastro - l’automobile è il mezzo preferito dagli italiani che si muovono e così l’autoradio è la piattaforma chiave per la diffusione». Durante le settimane di clausura c’è stato un buon numero di persone che solo qualche mese fa non avrebbe mai pensato di ascoltare musica e notizie dal telefonino o da uno dei tanti assistenti vocali (Alexa o Google Home per esempio). Ora, e i grafici parlano di percentuali a doppia cifra, le stesse persone si sintonizzano sulla stazione preferita anche usando questi device o con la nuova app Radioplayer che riunisce i marchi più noti. Il ritorno alla cosiddetta «nuova normalità» lascerà in eredità agli ascoltatori alcune di queste abitudini? Secondo GFK è probabile, così come è facile immaginare un mondo dove non sarà più fondamentale «lo strumento» per ascoltare la radio. Inoltre va registrato come siano ormai svariati i network radiofonici che hanno un loro canale tv dove proporre programmi o videoclip delle canzoni che fanno parte della programmazione. Una radiovisione che premia in termini di ascolto e permette alla radio di vivere anche su un medium che avrebbe dovuto ucciderla o ucciderne i protagonisti come recitava la famosa hit Video killed the Radio Star. L’indagine ha evidenziato che l’incremento dell’ascolto post lockdown è salito di settimana in settimana fino a raggiungere, nell’ultimo periodo, un buon 20% in più rispetto alla fase di lockdown, avvicinandosi ai livelli pre-Covid. «La decisa anche se non ancora completa ripresa dell’utilizzo delle auto - ha detto Marco Rossignoli, presidente del CdA di Ter - ha determinato una rivincita dell’autoradio, che torna a confermarsi una piattaforma chiave per la diffusione dell’ascolto. Tuttavia il periodo di lockdown ha insegnato e sta insegnando modalità di fruizione della radio in occasioni prima inedite, con la riscoperta di strumenti tradizionali o con l’accesso alle nuove piattaforme digitali». Intanto, con la fine delle restrizioni imposte dalla clausura, riprendono anche le rilevazioni di Radio TER 2020 sugli ascolti della radio in Italia. Le rilevazioni del terzo trimestre avranno così inizio il 16 giugno 2020 e per ora, dai dati pubblicati ieri, si può notare che l’ascolto del primo trimestre è di 34.061.000 ascoltatori nel giorno medio e 43.593.000 nei sette giorni, con una leggera flessione pari al solo -2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un risultato inaspettato. —

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