Il Tirreno

Tumore al seno avanzato: più speranza per le donne giovani

37mila pazienti, una su dieci ha età compresa tra 40 e 49 anni Un farmaco, ora disponibile in Italia, si sta rivelando efficace 

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MEDICINA

La prima priorità, in ordine di tempo, si chiama diagnosi precoce. Che deve iniziare fin da giovanissime, con l’abitudine all’autopalpazione. Poi viene lo screening, sempre mirato sulla singola donna, perché l’obiettivo è arrivare presto a scoprire il tumore della mammella, con conseguenti migliori possibilità per la donne di vincere la guerra contro questo nemico. Ma quando il tumore è avanzato o ha già dato metastasi, la scienza propone contromisure sempre più efficaci, nella logica di rendere cronica la malattia nel tempo. Purtroppo in questa condizione si trovano anche donne giovani, che sviluppano la malattia prima della menopausa. Ed è per questa popolazione che assume ancor più importanza la disponibilità in Italia di un farmaco riconosciuto come innovativo, ribociclib, già utilizzato nelle donne in età postmenopausale, che ora può essere impiegato in combinazione con altre terapie di tipo ormonale in alcune forme di tumore molto diffuse, quelle localmente avanzate o metastatiche con un particolare quadro di recettori cellulari (HR+/HER2-).

Questo farmaco è l’unico della sua classe, gli inibitori di CDK4/6 che, in combinazione con un inibitore dell’aromatasi, ha dimostrato una sopravvivenza globale significativamente più lunga per le donne in pre- e perimenopausa con questa condizione patologica.

«In Italia sono oltre 37mila le donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico – spiega Lucia Del Mastro, Responsabile della Breast Unit dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova - Di queste, 3.700 hanno un’età compresa fra i 40 e i 49 anni. Si tratta di donne giovani, nel pieno della loro vita familiare e professionale, come madri, mogli e lavoratici. In questi casi, la malattia ha un impatto profondo sull’intera famiglia. Da qui la necessità di opzioni terapeutiche innovative che garantiscano quantità e qualità di vita. Come è emerso dallo studio Monalees-7, il trattamento con ribociclib è caratterizzato, da un lato, da un’efficacia superiore rispetto alle terapie anti-ormonali standard, dall’altro da una bassa tossicità, consentendo di condurre una vita normale pur continuando le cure per la neoplasia metastatica».

Per una recente ricerca realizzata da Elma Reaserch su un campione di 160 pazienti in pre-menopausa , il tumore al seno localmente avanzato o che ha già dato metastasi ha un impatto alto sulla qualità della vita per la maggior parte delle donne. In particolare, risultano essere maggiormente colpiti dalla malattia l’intimità di coppia, l’umore, la qualità del sonno e la vita lavorativa, con ben quattro donne su dieci che hanno dovuto lasciare il lavoro a causa del tempo richiesto dalle terapie e del malessere fisico o psicologico causato dalla malattia. La maggioranza delle pazienti si vede costretta a ricorrere all’aiuto delle persone care per la cura della casa e per essere accompagnate in ospedale a seguire le cure e fare gli esami. Oltre alle donne più giovani con queste forme, come detto, il trattamento è già indicato per le donne che sviluppano la malattia dopo la menopausa.



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