Il Tirreno

Dialoghi sull’uomo, ma online Falloppa inaugura la kermesse

GABRIELE RIZZA
Dialoghi sull’uomo, ma online Falloppa inaugura la kermesse

L ’undicesima edizione sarà molto diversa, ma con grandi ospiti In agenda Scurati, Arpaia, Serianni, Chiara Gamberale e Salgado 

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PISTOIA

Per la rassegna pistoiese “Dialoghi sull'uomo” è tempo di parlarsi a distanza. Il festival di antropologia del contemporaneo diretto da Giulia Cogoli, promosso dal Comune insieme alla Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, cresciuto fino a diventare una delle manifestazioni più seguite e autorevoli a livello nazionale (furono quasi 30mila presenze registrate lo scorso anno) dal 22 al 24 maggio festeggia l'undicesima edizione che si muove via streaming sul tema “I linguaggi creano il mondo”. Facebook, YouTube, Instagram, Twitter prendono il posto di tecnostrutture, teatri, librerie, biblioteche ma non perdono il loro interesse. A partire da Federico Faloppa che apre il programma analizzando come i nostri linguaggi siano cambiati in questi mesi e di quanto ci dicano su quanto ci sta succedendo nel nostro quotidiano. Tocca poi ad Antonio Scurati con “I linguaggi della paura e del lutto. Mass media e letteratura in un'epoca d’angoscia”, dall'attentato alle Torri gemelle alla pandemia Covid 19, mentre Bruno Arpaia dedica il suo intervento in ricordo di Luis Sepúlveda, di cui era amico e traduttore. Sabato è la volta di Luca Serianni che interviene su “Le parole della rinascita”, per un ritorno alla socialità dopo l’isolamento, di Chiara Gamberale con una conferenza dl titolo “Come parliamo quando parliamo l’amore?” che riannoda l'interrogativo di Raymond Carver e l'affermazione di Pessoa che “solo chi non ha mai scritto lettere d’amore è veramente ridicolo” per finir con Sebastião Salgado intervistato da Roberto Koch in occasione della mostra “Exodus” di Palazzo Buontalenti che è stata prorogata sino al 26 luglio. Domenica salgono in cattedra Nicola Gardini (“Le parole del dolore”), Marco Aime e Gad Lerner (“Parlare in tempi oscuri: nuovi confini e nuovi razzismi”) mentre in chiusura sarà trasmesso il pluripremiato documentario “For Sama” di Waad al-Kateab e Edward Watts, sopravvivere nella Siria sconvolta dalla guerra. Il festival offre 350 fra conferenze, interviste, lezioni fruibili gratuitamente sul proprio canale YouTube o in formato podcast, e una collana di 15 volumi da Utet. —

GABRIELE RIZZA

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