Il Tirreno

IL CANTAUTORE MILANESE 

“L’Umarell” di Concato nato nella quarantena

LUCA TRAMBUSTI
“L’Umarell” di Concato nato nella quarantena

Una canzone ispirata ai pensionati che guardano i cantieri «Siamo tutti come loro, fermi a guardare il tempo che passa»

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LUCA TRAMBUSTI

La “Domenica Bestiale” raccontata da Fabio Concato era quella passata in gita al lago con il proprio amore. Ora le domeniche sono diventate “bestiali” perché chiusi in casa nella (paziente) attesa che la bufera cessi. Anche in queste condizioni un artista sente crescere la sua sensibilità e si deve esprimere fotografando il momento ed i tempi. Così ha fatto Fabio Concato che ha scritto e realizzato “L’Umarell”, un brano cantato in milanese ma dedicato a tutti gli italiani. «Gli Umarell - spiega Concato - sono dei personaggi, spesso pensionati, che, con le mani intrecciate dietro la schiena, trascorrono le giornate osservando gli operai nei cantieri».

In questi giorni eravamo un po’ tutti degli umarell, fermi con le mani intrecciate a guardare lo scorrere del tempo. «Però non rompevamo le balle! Anche se in molti davano dei consigli». Il brano, disponibile gratuitamente sui canali social dell’autore (con la traduzione dal milanese), racconta proprio di questa quarantena. «Milano ha dormito fin troppo, iniziamo a non poterne veramente più», dice, elencando però anche gli aspetti positivi. «C’è il piacere del non traffico, dell’aria pulita. Ho apprezzato il terrazzino - come canta nella canzone - C’è la riscoperta delle cose semplici che pensi siano quelle vere. C’è il rispetto altrui, della salute altrui». A proposito della composizione (suonata poi con i suoi musicisti, ognuno a casa propria) il cantautore dice: «Tempo fa un mio amico mi ha regalato la statuina di un umarell. La tengo sulla tastiera e mi osserva quando suono e canto. Una settimana fa sembrava che volesse chiedermi che cosa stessi facendo per il dramma che stiamo vivendo, in che modo mi stessi adoperando per questa emergenza. Ma cosa dovrei fare in quarantena? Mi sono chiesto, guardandolo…e così è nata “L’Umarell. Scrivo poco in questi ultimi anni - conclude - lo faccio quando ho il bisogno di farlo e pubblico quando devo condividere ciò che ho composto». Concato racconta di questi giorni, del lento trascorrere del tempo. Osserva e ironizza sui runners che sfidavano la quarantena e le ire della gente, ci racconta del suo balconcino, ma il doloroso pensiero di Concato va alle tante vittime. «La nostra regione è stata martoriata. È un grande dolore ma ci sono anche delle responsabilità. Forse - dice - ora non è il momento per la caccia ai colpevoli ma una riflessione va fatta. Spero che dopo questo ceffone ci rimanga qualcosa di buono». —

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