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Giovanni Veronesi riapre il balcone di “Stramaledetti amici miei”
il meglio dello show, condensato in due puntate
roma
Rivedere in tv un condensato di improvvisazione, canto, risate, ballo, battute fulminanti ma anche momenti di grande emozione. Su un balcone, con tanti ospiti dal vivo, amici di una vita tutti grandi artisti di talento e forte impatto. “Stramaledetti amici miei” è il titolo del doppio appuntamento, stasera e mercoledì 13 maggio in seconda serata su Rai 2, con il «best of» dello show andato in onda lo scorso autunno. Un grande cerimoniere: il regista e autore Giovanni Veronesi; poi Alessandro Haber, Rocco Papaleo e Sergio Rubini. Accanto a loro la «maestra d’ansia» Margherita Buy, in programma anche gli interventi di Max Tortora. E grandi nomi dello spettacolo tra storie, aneddoti e confessioni.
Veronesi risponde all’Ansa dalla sua casa in Maremma dove l’emergenza coronavirus lo ha colto di sorpresa mentre era di passaggio; lì è rimasto con la sua compagna, l’attrice Valeria Solarino, insieme alle poche cose che avevano dietro: «Ormai mi cibo di ghiande e cinghiali – risponde con ironia – sono un barbaro e scrivo a mano. Anzi ho terminato anche la revisione del mio film, non avevo dietro il mio pc così ho riscoperto l’arte amanuense, l’ultima missione dei Moschettieri del re, sequel del precedente. Sto anche pensando a un nuovo soggetto con Verdone. Ci mandiamo messaggi per telefono».
Quando tornerà sul set?
«Ai primi di agosto, con tutto quello che c’è da organizzare, ma ce la faccio; qualche collega che ho sentito riesce prima entro giugno».
E la riapertura delle sale cinematografiche?
«Dobbiamo per quelle vere aspettare dicembre».
Si parla tanto di drive-in.
«Per cortesia, a parte l’inquinamento con le macchine accese che è pura follia, non si vede un tubo, ma è un sistema più che obsoleto. Ma riaprissero le arene, le riadattassero, in località che è inutile elencare dove si fanno i concerti, i mega raduni per migliaia di persone. Si mettono sedie con distanziamento sociale un maxi schermo, cuffie: il gioco è fatto. Molto farà la creatività, degli assessori alla cultura dei governatori, l’intraprendenza delle varie giunte, ecco non bisogna mollare la presa proprio adesso dopo la fase 2 estremo nella 3. E se è certo che seguiranno momenti bui per i cittadini, difficili, io voglio essere ottimisti: vedo un 2022 radioso, o 2023, ma non perché sono un pazzo, perché è la storia che ce lo insegna. Gli italiani hanno sempre saputo rialzarsi, e il mondo dell’arte, dello spettacolo, della musica vivrà una sua rinascita. Un passo alla volta s».
Come si è visto al comando di uno show in tv?
«Francamente pensavo fosse più facile, invece e i tempi televisivi non concedono scampo, vivi anche di imprevisti, vuoti da riempire. Nella prima puntata c’è stato Haber con Verdone, sapevo che Alessandro avrebbe detto qualcosa a Carlo, ma nessuna immaginava in quel modo... povero Carlo».
C’è spazio anche per le emozioni.
«Come la serenata a Francesco Nuti. In questi Giorni sono stato preoccupatissimo per Francesco perché purtroppo è in una Rsa; temevo che potesse capitargli qualcosa visto il fisico fragile, invece per fortuna è indenne».
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