Il Tirreno

Sharon Stone: «Questo virus mi fa urlare dal balcone»

Lorenzo Soria
Sharon Stone: «Questo virus mi fa urlare dal balcone»

La diva parla della sua quarantena e del libro che sta scrivendo  

3 MINUTI DI LETTURA





Los Angeles

Sono passati quasi trent’anni da “Total recall – Atto di forza” e da “Basic instinct” con l’iconica scena con le gambe accavallate. Poco dopo venne “Casino” di Martin Scorsese a rivelare le sue qualità di attrice. E Sharon Stone divenne un delle attrici più ricercate e ammirate del pianeta.

Oggi è una bella 62enne che si fa notare per lo sguardo sereno e le parole sagge. Una donna che ne ha vissute tante: due mariti, tre figli adottivi, un’emorragia celebrale che l’ha tenuta paralizzata per mesi, l’impegno nella lotta prima contro l’Aids cui ha aggiunto quella contro Alzheimer e infarto femminile. Sta prendendo molto sul serio anche il Covid-19, è in lockdown da prima che le autorità californiane lo rendessero obbligatorio. E oggi la troviamo in videoconferenza sull’ampia terrazza della sua villa di Beverly Hills.

Che cosa le manca di più della vita pre-pandemia?

«Ma questa è la mia vita normale. Non posso uscire di casa senza paparazzi o persone che mi inseguono, quindi non esco molto. Vivo da eremita da 20 anni! Passo più tempo coi miei figli, che è una cosa bella. Quello che mi fa soffrire è la situazione del mondo, l’orrore e la morte».

Come ha reagito alla sofferenza?

«Ci sono stati momenti durante questa crisi in cui ho pianto anche per tre giorni. Per il dolore di quanta perdita c’è stata. C’è un esercizio buddista che ti insegna a “stare dentro” i sentimenti. Non resisti, lasci che ti consumino completamente. E poi al punto del completo consumo ti chiedi quanti altri esseri umani nel pianeta si sentono esattamente allo stesso modo. E quando penso a questo provo un tale senso di compassione che mi travolge, sino a che sento un enorme senso di liberazione».

La società tornerà come prima dopo la pandemia?

«Non credo. Penso che il mondo cambierà molto. Penso che lavoreremo molto più da casa e che il comportamento delle persone cambierà. Penso che questo sia solo un altro passo nella direzione del rispetto per gli spazi reciproci e per il mondo che ci circonda».

L’abbiamo vista recentemente in “The New Pope” di Paolo Sorrentino. Come è stata l’esperienza?

«Beh, prima di tutto penso che John Malkovich sia un attore straordinario. È l’immagine sputata del mio primo ragazzo in Pennsylvania, quindi non ho la capacità di giudicarlo razionalmente! E anche Paolo Sorrentino è un genio. Andare in Italia, girare a Cinecittà, vedere tutti i vecchi set di Fellini è stata davvero un’esperienza meravigliosa per me».

E poi c’è un libro in arrivo…

«Esce nel marzo 2021 e sarà dedicato a mia madre».

Sembra così saggia. Si arrabbia ogni tanto?

«Mi sono data il permesso di uscire sul balcone e di mettermi a urlare come se fossi stata assassinata. Quindi esco e urlo un sacco. E poi torno dentro e batto la testa sul cuscino o do pugni e quindi torno al lavoro. Urlare fa bene, specie in un momento come questo ho bisogno di sentire più compassione, più umorismo, più senso di tenerezza. Ho bisogno di sentire più comprensione di questa crisi globale». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera