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L’ “orchite” targata Fabio Volo diventa un fenomeno social
Il conduttore e scrittore si è inventato un programma di grande successo: interviste a personaggi famosi, ascolti di 400.000 utenti a puntata
Roberto Pavanello
Programmi senza pubblico in studio, ospiti collegati da casa grazie a smartphone e simili, niente trucco e parrucco e apporto tecnico ridotto all’osso. Fabio Volo che ha creato un vero piccolo show da quarantena. Lo ha chiamato The Orchite Show: ha trasformato la cucina in studio tv e da lì ha iniziato a condurre e a fare intervist. Su Instagram e Facebook arriva la quinta puntata, con Gianni Morandi e Fabio Rovazzi come ospiti. Tra le due piattaforme ha sommato circa 400 mila spettatori a puntata.
Fabio, dove si trova?
«Sto passando la quarantena in una casa di campagna, in Liguria, dove stavamo trascorrendo qualche giorno di vacanza. Visto che c’è un giardino per i bimbi, abbiamo deciso di fermarci qui».
Come è nata l’idea del mini-show?
«Capito che sarebbe stata lunga, ho avuto l’esigenza di fare qualcosa che mi appassionasse. L’ora di radio che faccio su Deejay non mi bastava e questa è una condizione in cui non riesco a scrivere. Anzi, nemmeno a leggere, l’unico modo che ho per evadere è fare meditazione. Così ho pensato che avrei potuto intrattenere chi era a casa».
Chi l’aiuta nel montaggio?
«Con noi c’è un’altra famiglia: il bimbo è in classe con mio figlio Sebastian. Caso vuole che il papà lavori nella pubblicità e la mamma sia produttrice, perciò sanno smanettare col computer ma anche aiutarmi nella realizzazione di Orchite».
Ha scelto di non accantonare tv o cinema per fare il papà. Fino a quando?
«Sebastian l’anno prossimo andrà in seconda elementare e Gabriel farà la prima, quindi sono abbastanza grandi perché io possa tornare a fare tv».
Le piacerebbe uno show tipo questo?
«Vorrei fare un programma di interviste a persone comuni, perché vado subito in super empatia con loro. Già nel Volo del mattino creo dei personaggi, in Orchite ho trovato la signora Annamaria, una pensionata: quando la chiamo sono felice. Mi piacerebbe fare una cosa “on the road” come faceva Nanni Loy. Andare nei mercati a sentire la pancia del Paese».
Dal mini-show emerge una grande voglia di giocare: essere divertenti in un periodo come questo è una responsabilità?
«Sì e non è facile. Ma leggerezza e gioia di vivere sono importanti proprio in momenti come questi. E in tv non ne sto vedendo tanta. In questi venti minuti non voglio evitare la realtà, voglio aiutare tutti ad affrontarla meglio. La gioia di vivere è una cosa molto seria. E poi ci tengo a dire che si è aggiunto a noi uno sponsor. Grazie a lui potremo aiutare chi si troverà in difficoltà per la crisi economica che ci sta colpendo. Penso al dopo e sono preoccupato». —
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