Il Tirreno

Uffizi, un algoritmo per selezionare i visitatori

GABRIELE RIZZA
Uffizi, un algoritmo per selezionare i visitatori

Schmidt: riapriremo il 18 maggio applicando i criteri di gestione del flusso che utilizzavamo già per “abbattere” le code

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FIRENZE. La cautela è d'obbligo. Ma la notizia, stando alle indicazioni contenute nell'ultimo decreto del governo, che dal 18 maggio musei, mostre, biblioteche e attività culturali possono riaprire e ripartire seppur con le limitazioni e le precauzioni del caso (ingressi contingentati, rispetto delle distanze, obbligo di indossare le mascherine, prenotazione dei biglietti esclusivamente on line, percorsi distinti fra entrate e uscite) accende una luce in fondo al tunnel dove un po' tutti siamo inaspettatamente precipitati.

A Firenze gli Uffizi, che anche in questi tempi di quarantena si sono distinti per iniziative e attività di alleggerimento della forzata chiusura, sono pronte a imboccare la fase 2. «Le Gallerie – spiega il direttore Eike Schmidt - sono pronte a ripartire: ovviamente con i tempi e le modalità comunicate e stabilite dal governo e dal ministero. Apriremo ma senza alcun trionfalismo e senza festa, perché l'emergenza epidemiologica non è ancora finita. La crisi va avanti e occorre molta attenzione».

La riapertura, ancorché non a pieno regine, va comunque letta come un segnale incoraggiante. «Certo – prosegue Schmidt - riattivare i luoghi dell'arte, in questo momento storico, è molto importante. È un bene consentire di nuovo alle persone, in un frangente così difficile, l'accesso ai luoghi dell'arte e della bellezza, non solo per quelle funzioni di supporto morale e conforto esistenziale che possono dare».

E per quanto riguarda le modalità di accesso? «Abbiamo tutte le carte in regola per poter far rispettare le norme sul distanziamento sociale: per fare un esempio, già in condizioni pre-Covid agli Uffizi il limite di compresenza era di 900 persone, il che significa in media 22 metri quadrati a disposizione di ciascuno. Questo numero ora verrà ulteriormente ridotto mentre per scaglionare gli ingressi ed evitare assembramenti, potremo fare uso del nostro algoritmo, sviluppato per abbattere le file con l'Università dell'Aquila, riadattandolo a una funzione di gestione del flusso dei visitatori».

Per le mostre già programmate cosa succede? «Tre sono praticamente pronte a essere aperte già nelle settimane successive all'apertura, anche se al momento non abbiamo delle date precise. La prima sarà la retrospettiva sulla pittrice del Seicento Giovanna Garzoni, vera e propria 'bella addormentata' di Palazzo Pitti, che sarà inaugurata con una cerimonia virtuale; poi tocca alla mostra sulle Miniature medievali recuperate dal Comando tutela patrimonio culturale dei Carabinieri e infine alla monografia dedicata a Giuseppe Bezzuoli.

Naturalmente in questa fase intermedia mancheranno i visitatori internazionali, ma proprio questo consentirà una permanenza più calma, rilassata, con maggior spazio e tempo per godersi gli Uffizi e le loro opere».

Alla fine un risultato positivo?

«Quest'estate – conclude Schmidt - i nostri musei offriranno un'esperienza unica, come non era possibile viverla da oltre mezzo secolo». —
 

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