Il presidio
La Scala vede nerissimo «Ci salverà il digitale»
MILANO
«La ripresa sarà molto difficile»: sta in queste poche parole del sovrintendente della Scala Dominique Meyer tutto il dramma dei teatri (lirici e non) obbligati alla chiusura per l'epidemia di coronavirus senza sapere quando e in che condizioni potranno riaprire. Per fare il quadro della situazione, Meyer - che è entrato ufficialmente in ruolo lo scorso 1 marzo a lockdown iniziato - ha inviato una lettera ai dipendenti. «Dovremo tenere conto di un calo per diverse ragioni del numero degli spettatori e soprattutto del pubblico internazionale, con una conseguente forte contrazione dei ricavi. Nel futuro il nostro sforzo sarà dedicato in via prioritaria a mantenere il pubblico scaligero e a raggiungere nuovi spettatori». E dunque via al nuovo sito e a un progetto di digitalizzazione. —
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