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LA RICORRENZA 

Gli 80 anni di Al Pacino «Non conosco l’italiano ma voi siete la mia patria»

Gli 80 anni di Al Pacino «Non conosco l’italiano ma voi siete la mia patria»

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NEW YORK

È un legame forte quello che unisce Al Pacino con l’Italia. Ed è stato lo stesso attore negli anni ad esprimere più volte a chiare lettere il suo solido vincolo affettivo con il Bel Paese. «In America - ha raccontato - la maggior parte degli italiani in realtà lo è solo per metà. Tranne me. Io sono Italiano al 100 per cento: sono siciliano ma ho anche un pò di sangue napoletano. Con me hai tutto il pacchetto». A sancire il rapporto legame con l’Italia sono state innanzitutto le origini, la discendenza da nonni paterni messinesi e da nonni materni palermitani. Alfredo James Pacino nacque ad East Harlem, un quartiere di Manhattan, esattamente 80 anni fa, il 25 aprile 1940. Suo padre, Salvatore Pacino, agente assicurativo e ristoratore, era figlio di immigrati originari di San Fratello (Messina).

La madre, Rose Gerardi, casalinga, era invece figlia di immigrati di Corleone (Palermo). Una storia di cui Al Pacino ha dimostrato di essere orgoglioso, indicando l’Italia come sua «patria». «Questa è una città fantastica, che ti fa sentire molto umile», disse l’attore a margine della Mostra del Cinema di Venezia nel 2014, protagonista di due film presentati ’Mangelhorn’ e ’The Humbling’. «Quando ci torno - spiegò - è come se ti si fermasse il cuore e la mente. Qui ho girato ’Il mercante di Venezià ed è stato stupendo. Non so l’italiano, ma sento questa terra come la mia patria».’Il mercante di Venezià, uscito nel 2004, diretto da Michael Radford e tratto dall’opera teatrale di William Shakespeare, aveva avuto tra i principali luoghi di ripresa, ville e palazzi storici come il castello di Thiene, La Malcontenta di Mira, villa Emo Capodilista e villa Barbarigo nel Padovano, e ovviamente i luoghi della laguna di Venezia. Uno scenario incantevole che Al Pacino non ha evitato di sottolineare. In un’intervista a Style nel 2016 dichiarò di sentirsi italiano «nella curiosità per il mondo, nel calore affettivo, nell’amore per l’arte e la bellezza». —

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