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il vocabolario dell'emergenza
Parole “di guerra” per far capire il virus: ma la Crusca boccia i troppi inglesismi
Paola Taddeucci
Marazzini: le metafore belliche stavolta sono giustificate. Perché smart working e non lavoro agile?
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Le metafore belliche ai tempi del coronavirus sono ormai entrate nel linguaggio quotidiano, tanto da aver suscitato prese di posizione da parte di intellettuali e linguisti. Molti di loro condannano l’uso ricorrente nella comunicazione sociale e giornalistica di parole e verbi quali guerra, trincea, fronte, lotta, battaglia, prima linea, resistere, combattere e altri. C’è chi vi vede un segno –...
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