Il Tirreno

Infanzia in tempesta

La storia della piccola Cecilia nel romanzo di Lucia Paoletti

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pisa

È uscito l’ultimo romanzo della scrittrice pisana Lucia Paoletti, “Mi chiamo Cecilia. Cecilia e basta” (Book Sprint Edizioni), presentato a Casa Sanremo in occasione dell’ultimo Festival della canzone italiana. Il romanzo è nato dal desiderio di sottolineare come tutto ciò che appare spesso in realtà non è quello che vediamo. Cecilia, una bambina e poi donna dalla vita difficile fatta di dolori e abbandoni, apparentemente disagiata si scontra con un mondo di persone apparentemente perbene, rispettate e stimate. Apparentemente diventa la parola che fa la differenza in questo libro, dove si vuole mettere in evidenza l’ipocrisia dell’essere umano, l’ipocrisia delle famiglie perfette, quelle apparentemente senza difetti. Apparentemente appunto, come sottolinea anche la stessa scrittrice durante una intervista: «La scrittura e la lettura sono un rifugio, vera essenza, magia dove tutto può esistere, tutto è realizzabile. Realtà e finzione si sovrappongono e tutto diventa un senza tempo».

Il romanzo racconta la storia di una bambina che rotolava in un mare in tempesta. Troppo per una bambina di 12 anni che voleva essere Cecilia. Cecilia e basta. Lucia Paoletti, pisana, è una insegnante di filosofia e psicologia, con una grande passione per la scrittura, coltivata da sempre e adesso messa nero su bianco con questo suo ultimo libro molto avvincente, nel quale la scrittrice ha voluto mettere tutta se stessa. —

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