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Le perle social quotidiane di Silei: «Regalo sorrisi e piccole storie»
Lo scrittore toscano ha varato la striscia quotidiana riservata a grandi e piccini: «Esorcizzo la paura e racconto ironicamente questi giorni»
Jeanne Perego
«Quando il mondo si fermò il Signor Zoster scoprì la Paura. Si era sempre considerato una persona posata, non ricordava più l'ultima volta in cui aveva avuto veramente paura. Quel sentimento antico lo commosse. La guardò negli occhi, poi si avvicinò a lei e la strinse in un abbraccio come fosse stata una vecchia e gracile madre. Stretto a lei pianse calde lacrime, senza vergogna. Poi tirò su con il naso e andò a prendersi un gelato dal frigo. "La paura" si disse, mentre lo assaporava, "va saputa amare, altrimenti ti divora. Contraddistinta dal numero 3, questa è una delle manciate di parole che solleticano la voglia di pensare, che lo scrittore pesciatino Fabrizio Silei distribuisce quotidianamente ai suoi lettori e a tutti quelli che vogliono seguire i suoi camei su Facebook. Dal 18 marzo - l’idea è nata quasi per caso - l’affermato autore che dal mondo della narrativa per ragazzi si è spostato con successo anche a quella per gli adulti, ha dato il via a due appuntamenti quotidiani con “Le storielle del signor Zoster e del suo cane Herpes”: micronarrazioni in forma di apologo filosofico, surreale, poetico o fantastico , che invitano a riflettere e spesso a sorridere, pubblicate sulla pagina Facebook che porta lo stesso nome. Le storielle del signor Zoster , e del suo non meno presente bulldog Herpes, non sono però indirizzate al pubblico dei bambini, che lo scrittore di Pescia, vincitore dei più importanti premi nel settore della letteratura per ragazzi , continua a coccolare anche in questi giorni con apposite letture in diretta facebook, ma ai lettori adulti. « Mi sono immaginato il personaggio narrante un po’ misantropo, un professore di liceo che vive solo con il suo cane , non è sposato, non ha figli, solo una madre anziana», spiega Silei che aggiunge: «ho voluto così dare il mio contributo in questo periodo difficile con delle storie di pochissime righe, incentrate sul momento che stiamo vivendo, che fanno pensare e strappano un sorriso ora amaro ora divertito, attirando l’attenzione su alcuni aspetti del vivere di ogni giorno in questa situazione». —
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