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Animazione in Cgi e avventure da 007 Torna l’icona Lupin III con tutta la sua banda

Francesca Pierleoni
Animazione in Cgi e avventure da 007 Torna l’icona Lupin III con tutta la sua banda

Il film diretto a Takashi Yamazaki in sala da giovedì Commedia e azione per avvicinare il pubblico giovane

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«Di Lupin III quello che amo veramente è la sua libertà senza confini, che gli permette di fare tutto quello che vuole ogni volta che vuole, senza mai legarsi a niente o nessuno in particolare». Così in un’intervista del 2003 Monkey Punch (pseudonimo di Kazuhiko Kato) il grande mangaka, scomparso a 81 anni nell’aprile 2019, aveva raccontato il suo ladro scatenato e scanzonato, diventato uno dei personaggi icona dell’animazione giapponese, dopo il debutto sui fumetti nel 1967 e sul piccolo schermo come anime (nella prima serie di tante) nel 1971.

Il grande autore aveva anche amato l’idea che Lupin III, dopo 10 film cinematografici animati in 2D (indimenticabile quello diretto nel 1979 da Hayao Miyazaki, “Lupin III - Il castello di Cagliostro”) e due live action, tornasse al cinema per la sua prima avventura in Cgi, in “Lupin III - The first” di Takashi Yamazaki, in arrivo nelle sale italiane da giovedì.

Il film utilizza il registro dell’action comedy cogliendo anche elementi di saghe come quella di 007 e “I predatori dell’arca perduta” per rilanciare per le nuove generazioni il fascino del personaggio, nipote del grande ladro Arsenio Lupin. Restano la leggerezza e lo humour del protagonista, che perde i suoi aspetti più provocatori e meno politically correct, in una rilettura carica di toni caldi, colori pastello e dal tratto ammorbidito, evidentemente diretta anche al pubblico più giovane.

La squadra non cambia e con Lupin ritroviamo amici, compici e nemici di sempre: i compagni di scorribande Jigen, sempre pistola in mano e sigaretta in bocca; il laconico samurai Goemon; la poco affidabile Fujiko, ma anche l’ispettore Zenigata, il poliziotto dell’Interpol che dà la caccia a Lupin III.

Nelle mire del ladro, in quest’avventura ambientata negli anni ‘60, stavolta c’è il mitico diario di Bresson, che nasconde un pericoloso segreto del quale vorrebbe appropriarsi anche una misteriosa organizzazione di ex nazisti, guidata da Geralt, esaltato convinto che il Fuhrer sia ancora vivo. Sulla sua strada Lupin, in una caccia al tesoro ricca di colpi di scena, fra Parigi, Messico e Brasile, incontra anche la timida Laetitia, ragazza appassionata di archeologia, legata per più di una ragione al diario.

Il regista Takashi Yamazaki non è riuscito a incontrare Monkey Punch, «ma siamo comunque riusciti a collaborare: è intervenuto nei punti essenziali – spiega il cineasta nelle note di produzione – vedendo i personaggi e leggendo la storia, ma mi ha lasciato piena libertà di produzione, e da lui ricevevo sempre messaggi del tipo: mi affido a lei, o attendo con gioia». Tra le novità nella lavorazione, durata quattro anni, l’aver adattato l’animazione dei personaggi al modo di pronunciare le battute dei loro doppiatori, per rendere le scene di dialoghi più realistiche. In “Lupin III -The First”, Yamazaki ha puntato «a riempire il film dell’eleganza e della bellezza della Lupin Family». —



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