Il Tirreno

pistoia: palazzo buontalenti 

Sulle strade delle migrazioni con le foto di Sebastião Salgado

Gabriele Rizza

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CECINA. La linea del confine si accompagna ai margini dell’esistenza. Una frattura, non solo geografica, che significa dolore e sofferenza. Ieri come oggi. Di chi di quei passaggi è protagonista involontario, nella contemporaneità di un mondo sempre più preda di frontiere, aggredito da muri e steccati, Sebastião Salgado è testimone. Fin dagli anni Settanta, quando “migrante” era un participio e non un sostantivo da cronaca quotidiana. Narratore per immagini di inaudita forza emotiva e spessore simbolico, 180 scatti del fotografo brasiliano sono visibili a Pistoia, nelle sale del Palazzo Buontalenti (il nuovo polo museale della città), ordinate dalla moglie Lélia Wanick Salgado.

Il titolo della mostra, realizzata da Fondazione Pistoia Musei a corredo del festival di antropologia del contemporaneo “Dialoghi sull’uomo” che a maggio festeggia l’11ª edizione, esprime e sintetizza la “missione” del viaggio fotografico che si apre agli occhi del visitatore: “Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni”. Cammino, strade, migrazioni. C’è tutta la turbolenza dei nostri giorni, che non documentano viaggi e viaggiatori ma esodi e trasmigratori. Il futuro resta indietro davanti a queste immagini emozionanti che documentano la condizione esistenziale di milioni di uomini, capaci di spezzare i legami con le proprie radici, per intraprendere una “fuga” che diventa l’unica via di sopravvivenza. E una riflessione sorge spontanea: è ormai passata quasi una generazione da quando queste fotografie sono state esposte per la prima volta, eppure per molti aspetti il mondo che ritraggono non è cambiato. «Il fatto è – spiega la curatrice – che i profughi di oggi sono solo le vittime più visibili di un processo globale che dimostra quanto tutto ciò che accade sulla terra sia collegato, dal crescente divario tra ricchi e poveri alla crescita demografica, dalla meccanizzazione dell’agricoltura alla distruzione dell’ambiente, dai cambiamenti climatici al fanatismo sfruttato a fini politici. Ma la disperazione e i barlumi di speranza che attraversano i loro volti non sono molto diversi da quelli documentati nelle immagini».

Catalogo Contrasto. Aperta fino al 14 giugno. Info www. fondazionepistoiamusei. it. — Gabriele Rizza

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