Il Tirreno

Click per un battito d’ali

La natura? In buona salute. Sono 110mila gli uccelli censiti nelle zone umide

Giovanni Ciattini
La natura? In buona salute. Sono 110mila gli uccelli censiti nelle zone umide

I volontari sulle orme di Greta in Toscana. Oasi, riserve e parchi, quante meraviglie da scoprire intorno a noi

7 MINUTI DI LETTURA





Le foglie di una quercia? Mah. E le stelle in uno spicchio di cielo? Boh. E gli uccelli acquatici nelle duecento zone umide toscane? Eh sì, loro lo sanno: quest’anno sono centodiecimila. A stimare la quantità degli uccelli sono i rilevatori che dal 7 al 24 gennaio 2020 hanno svolto il censimento degli uccelli acquatici svernanti in Toscana. Inquadrato nell’”International Waterbird Census 2020” (I. W. C.) di Wetlands International, progetto internazionale che interessa tutto il Paleartico occidentale. Il censimento è coordinato su scala nazionale dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I. S. P. R. A) e organizzato a livello regionale, sin dal 1984, dal Centro Ornitologico Toscano (C. O. T.) .

Tante sigle che ci sembrano complicare la vita ma la verità è più semplice: in Toscana ci sono delle aree naturali, dal Parco di San Rossore all’oasi Lipu del Massaciuccoli, dalle oasi WWF in Maremma alla Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, che costituiscono un bene da proteggere, sia dall’aspetto della flora e della fauna. Qualcuno se ne dimentica ma lo scotto, Greta docet, alla fine lo paghiamo noi. Dagli incendi boschivi alle aree umide che si prosciugano progressivamente con l’avanzare del mare nell’entroterra. Senza dimenticare gli effetti nefasti che spesso provoca un’agricoltura poco rispettosa della fauna e una cementificazione sempre dietro l’angolo. Lo scenario che si prospetta per la zona umida del Parco della Piana Fiorentina, dove dovrebbe sorgere la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, è ancora tutto da decifrare. Uccelli da difendere e da ammirare. Come i fenicotteri della laguna di Orbetello o i cavalieri d’Italia che nidificano “a due passi” piazza Duomo a Firenze.

Lei, Emiliano Arcamone è il coordinatore del censimento delle zone umide regionali ed è il decano delle rilevazioni. Qual è il senso principale di questo monitoraggio annuale degli uccelli acquatici svernanti?

«Le finalità della ricerca sono quelle di stimare la dimensione delle popolazioni di uccelli acquatici, descrivere le loro variazioni numeriche e distributive ed identificare, attraverso stretti criteri numerici fissati dalla convenzione internazionale di Ramsar per la conservazione delle zone umide, i siti di importanza strategica a livello internazionale e nazionale. 36 anni di censimenti, svolti dal C. O. T. con metodologia e rigore scientifici, soprattutto grazie alla capacità dei suoi volontari, esperti ornitologi, in parte provenienti anche da altre regioni italiane, affiancati anche da tanti semplici appassionati. Il patrimonio enorme di dati confrontabili nel tempo grazie alle metodologie di raccolta e il continuo monitoraggio che non si limita certo ai pochi giorni di censimento, consentono di avere un quadro di anno in anno aggiornato della dinamica delle popolazioni di questi uccelli, e della salute e dello stato di conservazione delle nostre zone umide toscane di cui gli uccelli ne sono fenomenali indicatori. Purtroppo fino ad alcuni anni fa potevamo contare su un contributo della Regione Toscana che poi utilizzava i dati raccolti per i suoi fini istituzionali. Ma ora dobbiamo sostenere integralmente i costi – e di km se ne macinano parecchi per girare tutta la Toscana! – per cui non sappiamo fino a quando potremo continuare a svolgere il monitoraggio a questi livelli».

I profani, come noi, non riescono a capire come si possono contare gli uccelli. Circola la leggenda che i giovani rilevatori si allenino a contare i chicchi di riso sparsi sopra un tavolo…Quanti sono i rilevatori, come si muovono?

«I 170 rilevatori del C. O. T. , in collaborazione con le Oasi WWF, le Oasi LIPU ed il Centro Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio, coadiuvati inoltre dagli Enti Parco Regionali e dalle Polizie Provinciali di Grosseto, Livorno e Prato, su base esclusivamente volontaria hanno monitorato 200 zone umide diffuse su tutto il territorio regionale, Isola d’Elba compresa, eseguendo i conteggi con metodi e su percorsi standardizzati. In poco più di due settimane “armati” di binocoli, cannocchiali, cartine e schede di rilevamento hanno contato gli uccelli acquatici nelle paludi, nelle bonifiche, sui laghi, lungo i fiumi e le coste della nostra regione. Le stesse operazioni vengono svolte negli stessi giorni da migliaia di altri volontari in tutta Europa e Nord-Africa”. Da anni abbiamo elaborato una cartografia di tutte le zone più importanti, con indicati i percorsi dei movimenti dei vari gruppi durante il censimento; questa cartografia viene aggiornata periodicamente a secondo dei cambiamenti avvenuti (modifiche della zona umida o del comportamento degli uccelli). La collaborazione a questi censimenti si attua a vari livelli e occorre alcuni anni per raggiungere le capacità richieste: conoscenza delle specie e capacità di svolgere i vari tipi di conteggi (diretto e stime all’involo o su grossissimi gruppi di uccelli). È vero, prepariamo i rilevatori ai censimenti, con specifici corsi, sia a livello, teorico che pratico; alcuni di questi, i più preparati, sostengono un esame le preso ISPRA – Ozzano (BO), per ottenere la qualifica ufficiale di censitore, valida su tutto il territorio nazionale. I chicchi di riso? È vero, un tempo si utilizzavano; oggi abbiamo fotografie e addirittura programmi che ci aiutano in questo percorso».

Alla fine, nella vostra “rete” che tendete in queste aree umide non finiscono pesci ma uccelli. Quanti e quali in particolare?

«Sono stati contati complessivamente 110. 000 uccelli acquatici, tra cui 4. 000 oche selvatiche, 35. 000 anatre di cui 468 codoni (una specie in ripresa dopo alcuni anni di decremento numerico) e 6. 283 fenicotteri. Tra le specie in incremento numerico spicca il Marangone minore, piccolo cormorano proveniente dall’est Europa e di cui sono stati segnalati 80 individui, confermando l’espansione della sua popolazione registrata negli ultimi anni. Interessante anche la presenza di specie che solitamente svernano nel continente africano ma sempre più di frequente e in numeri crescenti trovano condizioni idonee per superare l’inverno anche alle nostre latitudini come il Combattente, la Pantana e il Cavaliere d’Italia. In fortissimo aumento anche l’Ibis sacro, specie esotica di recente introduzione e problematica, strettamente monitorata in tutta Europa per i danni che si è dimostrato può infliggere alle popolazioni di uccelli acquatici coloniali, che viene segnalata con 560 esemplari concentrati nelle zone umide del medio e basso corso dell’Arno. Il comprensorio Diaccia Botrona– Parco della Maremma (25. 377 uccelli censiti) e quello Orbetello-Burano (25. 199 svernanti) si confermano come sempre le macrozone maggiormente popolate, seguite dal Padule di Fucecchio (con 11. 145 uccelli)».

Che cosa vi sorprende maggiormente dai dati raccolti da quest’ultimo monitoraggio?

«L’evidente incremento delle popolazioni di uccelli acquatici nel Padule di Fucecchio e nell’Alveo del lago di Bientina rappresenta una delle maggiori novità di questi ultimi anni; infatti accorpando il numero di uccelli presenti nelle due aree, quest’anno in totale circa 19. 000 individui, vengono raggiunti valori paragonabili alle tradizionali, quanto importanti a livello nazionale e internazionale, zone di svernamento maremmane. Una sorta di “terzo polo” per gli acquatici svernanti in Toscana». —

Dal Parco di San Rossore alla Diaccia Botrona animali e bellezze naturali

Sono numerose le oasi, i parchi o le aree umide presenti in Toscana dove, in vari periodi dell’anno, è possibile ammirare uccelli o alti animali in scenari naturali di assoluta bellezza. Vediamone alcune fra quelle più note e più facilmente visitabili.

PARCO DI SAN ROSSORE

L’area protetta del Parco di San Rossore, tenuta presidenziale alle porte di Pisa, comprende anche il Lago di Massaciuccoli e il Parco di Migliarino, a cavallo fra la provincia di Pisa e quella di Lucca. Indirizzi utili: Oasi Lipu Massaciuccoli via del Porto 6 a Massarosa, telefono 0564 975567, indirizzo email oasi.massaciuccoli@lipu.it. Escursioni guidate con barchini elettrici e gite su passerelle.

PADULE DI FUCECCHIO

Riserva Naturale Regionale "Le Morette - Righetti". Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, via Don Franco Malucchi 115 Castelmartini - 51036 Larciano (PT) - 057384540, fucecchio@zoneumidetoscane.it. Escursioni guidate, iscrizioni entro e non oltre il venerdì.

DIACCIA BOTRONA

Riserva Naturale Regionale Museo Casa Rossa Ximenes - loc. Casa Rossa 58043 Castiglione della Pescaia. Da giovedì a domenica 0564 927244, 0564 933678, casa.ximenes@comune.castigliondellapescaia.gr.it (per visite in barchino 3890031369).

LAGUNA DI ORBETELLO

1 settembre-1 maggio visite libere con partenza da loc. Ceriolo III° 58010 Albinia - Orbetello Sabato e domenica dalle 9.30 alle 13.30, 0564 898829 oasiorbetello@wwf.it.

LAGO DI BURANO

Dal 1° settembre al 1° maggio visite solo guidate la domenica (dalle ore 10 alle 14.30 ora legale 15) Strada provinciale del Chiarone 35 Capalbio Scalo 0564898829 lagodiburano@wwf.it (gruppi e scolaresche tutti i giorni su prenotazione).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana