Il Tirreno

i protagonisti 

Gli oggetti che identificano i paesi dall’“Ombra della sera” di Volterra al tartufo, piccolo tesoro di San Miniato

G.F.

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FIRENZE. «Con questi eventi dimostriamo che la Toscana non è solo una terra dove si vedono cose; è una terra dove “accadono” cose»: con queste parole Francesco Palumbo, direttore di Toscana Promozione, ha spiegato il senso di “Un’altra estate”, giunta alla sesta edizione, da un borgo all’altro della nostra regione. E l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo gli ha fatto eco: «Un’altra estate esalta il concetto di incontro. È l’espressione della straordinaria capacità inclusiva della Toscana». Una Toscana che ha mille segreti che proviamo a svelare. «Abbiamo 273 comuni: lì batte il cuore dell’identità municipale Toscana, un battito che arriva da lontano e si è costruito nella Storia. Un’altra estate è un segno della Toscana diffusa» ha aggiunto Eugenio Giani.

Così ciascun borgo, alla presentazione, ha portato un proprio “oggetto” identitario. Porto Azzurro ha scelto il quadro della “Nostra Signora di Monserrato”, a testimoniare il legame del paese con gli spagnoli e lo Stato dei presidi. Massa Marittimail grano, simbolo dell’abbondanza (di cui il paese ospita un celebre affresco) e della produzione locale. Porto Santo Stefano ha scelto lo “Stocco santostefanese”, un piatto tipico dell’Argentario. La storia etrusca è testimoniata da Volterra con la celebre statua votiva “Ombra della sera”, conservata al museo Guarnacci, Barga ha puntato sulla castagna, tesoro dei boschi attorno al paese e Suvereto sul sughero, richiamato anche nello stemma comunale. E, ancora, Gambassi Terme ha scelto il vetro, per la tradizione antica di produzione di bicchieri e il richiamo alle fonte termali, San Miniato la statua del tartufaio, visto che il territorio è generoso di questo fungo profumato. Livorno, che chiuderà la rassegna, ha scelto invece Mascagni. E il 13 settembre, sulla celebre terrazza, ci sarà anche un concerto. Per un finale col botto. — G.F.



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