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«Quel titolo “Fascista martire” è come un pugno»
Adriano Prosperi, professore emerito della Scuola Normale, è intervenuto alla presentazione del libro di Adriano Sofri. «Un fascista martire? In genere, i martiri sono gli anti fascisti. Il libro spiazza sin dal titolo. Per chi ha vissuto quella fase storica, si tratta di un pugno allo stomaco» ha detto. «Terrorista è sempre l'altro» dice la vincitrice del Premio Strega Helena Janeczek, con il libro "La ragazza con la Leica". «Il linguaggio della propaganda si ripete sempre uguale: invasore, oppressore, terrorista. I fascisti però, a quell'epoca usarono il termine allogeno che tolse dignità a 400mila slavi, un termine che lascia freddi, è diverso dai termini di odio immediati come zecca, cimice che vengono usati ora». C.V.
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