Il Tirreno

La riscoperta “Risurrezione” di Alfano al Maggio

Gabriele Rizza
Una scena di "Risurrezione" di Franco Alfano
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Una scena di "Risurrezione" di Franco Alfano

Un’opera rara e innovativa scritta dal compositore napoletano che completò la Turandot di Puccini

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Quanto a opere rare, ben presto finite nel dimenticatoio e in pratica mai più riproposte, “Risurrezione” di Franco Alfano non è seconda a nessuno. A riesumarla ci ha pensato due anni fa l’irlandese Wexford Festival, che di questa riscoperta ha fatto la sua missione. Ora quell’allestimento, firmato dalla regista Rosetta Cucchi, dal 17 gennaio arriva al Maggio musicale, per la prima volta a Firenze.

Eppure “Risurrezione” è il titolo che consacrò il talento di Franco Alfano, celeberrimo per aver portato a termine l’impresa pucciniana di “Turandot” dopo la morte del maestro lucchese, scrivendo appunto il finale dell’opera rimasta incompiuta.

“Risurrezione” è un’opera nata dalle esperienze internazionali del compositore napoletano che conclusi gli studi al conservatorio di San Pietro a Maiella sentì il bisogno di ampliare il raggio delle proprie conoscenze viaggiando all’estero: prima a Lipsia, centro vitale della musica europea, e poi nella Parigi di inizio Novecento, capitale indiscussa in fatto di gusti e tendenze, dove lavora come autore di balletti per le Folies Bergères e dove si imbatte nell’omonimo romanzo di Lev Tolstòj, l’ultimo dello scrittore russo.

Alfano, che aveva alle spalle due prove in campo lirico (una su testo di Fogazzaro, “Miranda” e “La fonte d’Enscir”, favola araba su libretto di Luigi Illica rappresentata a Breslavia nel 1898) si avvalse per il nuovo progetto della collaborazione del commediografo Camillo Antona Traversi e del giornalista Cesare Hanau che firma il libretto, il primo in prosa della storia dell’opera italiana.

L’allestimento del Wexford Festival, è firmato per le scene da Tiziano Santi e per i costumi da Claudia Pernigotti, mentre a dirigere orchestra e coro del Maggio (protagonisti acclamati Anne Sophie Duprels e Matthew Vickers) sarà Francesco Lanzillotta. Che spiega: «L’importanza di una partitura come questa risiede nella ostinata e consapevole ricerca di un linguaggio che, pur affondando le proprie radici nel passato, si sviluppa attraverso nuovi percorsi, nei quali orchestrazione, armonia e rapporto testo-linea vocale schiudono le porte di un secolo colmo di inedite e differenti estetiche: il Novecento».

Repliche in programma il 19, 21 e 23.
 

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