Se gli animali cambiano pelle fra ironia e spunti di riflessione
Fino al 16 febbraio l’originale mostra di Zhanna Kadyrova a Villa Pacchiani Immagini surreali che evocano temi cruciali come l’ecologia e la competizione
Mimetiche con zip, zebrati fucsia, pitonati in argento vestono semplici animali da cortile, come galline, cavalli e caprette, immersi nella campagna. Sono immagini surreali, a volte provocanti e certamente spiazzanti, quelle realizzate da Zhanna Kadyrova per la mostra “Animalier” aperta a Villa Pacchiani di Santa Croce sull’Arno fino al 16 febbraio.
L’artista ucraina, che sposta materiali da un contesto all’altro generando significati politici e storici, ha lavorato due mesi nel distretto del cuoio con il progetto Arte-Impresa-Territorio promosso dal Comune di Santa Croce in collaborazione con l’azienda chimica Alpa, finanziato dalla Regione nell’ambito di Toscanaincontemporanea e sostenuto da soggetti privati e istituzioni (Galleria Continua, Associazione Arte Continua, Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Accademia di Belle Arti di Firenze, Istituto Comprensivo Santa Croce, con il contributo tecnico di Dolmen e Silmont).
Catturata dalle infinite varietà di pellame conciato nel distretto, Zhanna ha avuto l’idea di reinventare la natura vestendo animali domestici con pelli che imitano quelle di animali estinti e rari, o vistosamente artificiali. Questo “cambiare pelle” genera un cortocircuito tra natura e artificio, tra contesti diversi come la campagna toscana e la realtà produttiva che vi opera, aprendo scenari che investono l’ambiente e le mutazioni degli esseri viventi per adattarsi ai cambiamenti. Il distretto del cuoio – un fatturato da 2,4 miliardi l’anno, con 500 imprese che danno lavoro a 6.000 addetti – con le sue produzioni di eccellenza conosciute in tutto il mondo, le sue concerie di proprietà di marchi internazionali dell’alta moda come Gucci e Chanel, si è rivelato un contesto adatto per questo progetto (alla sesta edizione) proprio per la storica penetrazione dell’industria nel tessuto sociale e per le grandi trasformazioni portate avanti dalle istituzioni e dalle associazioni imprendioriali, con massicci investimenti per la sostenibilità ambientale e l’economia circolare. Per questo i promotori sottolineano il messaggio di sostenibilità della pelle prodotta nel comprensorio, cercando di spazzare via i luoghi comuni che ancora gravano sulla produzione: «noi non uccidiamo animali per fare le borse, usiamo gli scarti di macellazione per realizzare la pelletteria», ha affermato nell’occasione la sindaca Giulia Deidda.
In questo complesso contesto “Animalier”, curato da Ilaria Mariotti, è un progetto coraggioso, che affronta temi cruciali come l’ecologia, la mutazione per la sopravvivenza, la competizione tra predatori e prede, l’invasività della produzione nel quotidiano. Kadyrova, ricevendo la collaborazione di tutta la comunità – dalle imprese alle persone comuni, come i proprietari degli animali vestiti con i pellami – ha realizzato immagini ironiche e talvolta inquietanti che restituiscono al territorio la propria eccellenza, con le contraddizioni e i paradossi congeniti ai processi di adattamento per la sopravvivenza.
La mostra è aperta da giovedì a domenica ore 16-19, ingresso libero. —
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