Il presidio
“Cenerentola” al Maggio con il balletto di Toscana
FIRENZE. Sarà una nuova lettura di “Cenerentola” a rompere il silenzio della danza al Maggio fiorentino. Unico balletto della stagione 2019/20 (bisognerà aspettare novembre, fra un anno, per il prossimo titolo) la Cenerentola che debutta domenica sulla celebre partitura di Sergej Prokof’ev, rivive in chiave moderna nella coreografia di Jirí Bubenicek che ne affida l’interpretazione al Nuovo Balletto di Toscana diretto da Cristina Bozzolini mentre dal podio la bacchetta di Giuseppe La Malfa guida l’Orchestra del Maggio. . Il praghese Jirí Bubenicek, che firma anche regia, drammaturgia e scene (i costumi sono di Nadina Cojocaru) è uno dei nomi emergenti della scena coreutica internazionale, già ad Amburgo alla corte di John Neumeier. Per la sua “Cenerentola” Bubenicek ha scelto di seguire non la più popolare versione di Perrault, ma la riscrittura fatta nel 1800 dai fratelli Grimm, che modificava la struttura classica della favola con l’inserimento di elementi simbolici e metaforici, ferma restando l’ossatura del racconto, la trama e i personaggi: le sorelle, la matrigna, il principe. Così il coreografo ha immaginato Cenerentola come una ragazza coraggiosa, forte e gentile che, memore degli insegnamenti della madre ormai scomparsa, ma che continua a proteggerla e ad accompagnarla spiritualmente nel suo percorso di crescita, supera le prove e le fatiche del destino fino all’apoteosi dell’incontro con il principe. Insomma dalle stalle alle stelle.
«Saranno 80 minuti filati, tutti d’un fiato – dice Bubenicek – una velocità che si addice perfettamente alle caratteristiche tecniche, alla personalità e alla sensibilità attoriale di questi giovani danzatori. Perché Cenerentola è sì una favola ma è anche una storia senza tempo, seppur saldamente legata alla contemporaneità, che affronta temi universalmente validi come la speranza di poter cambiare il corso della propria vita riponendo tutta la fiducia nei propri sogni».
Repliche in programma il 18 e 20 dicembre, il 2 e 4 gennaio. —
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