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Restaurata la misteriosa basilica di Porta Maggiore a Roma
ROMA. Nuova vita e nuova luce per la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, uno dei luoghi più magici e intrisi di mistero di Roma. Un ultimo restauro, finanziato dai mecenati della fondazione svizzera Evergete, ha restituito l’intera parete nord della navata sinistra dell’edificio con la sua raffinata decorazione e il biancore di uno stucco nel cui impasto è stata miscelata anche la madreperla. L’operazione presentata ieri conclude il 50% circa del restauro complessivo, che non termina qui. Nel 2020 una nuova luce illuminerà gli stucchi interni mentre nell’Aula didattica al piano terra la realtà aumentata permetterà ai visitatori di osservare da vicino le decorazioni.
Secondo alcuni studiosi la basilica sotterranea, risalente al I secolo d.C. era la tomba della famiglia degli Statili, vicina all’imperatore Augusto, per altri era sede di culti misterici, neopitagorici (le sue misure hanno tutte una relazione con il numero tre) o orfici. Gli ultimi studi della Soprintendenza di Roma tendono a avallare entrambe le interpretazioni in maniera sequenziale. Scoperta nel 1917 durante i lavori per la linea ferroviaria Roma-Cassino, la basilica sotterranea di Porta Maggiore è un monumento unico nel suo genere per la ricchezza delle decorazioni a stucco e mosaico, per essere ipogea (cioè volutamente costruita sottoterra) e per la sua natura profondamente enigmatica. «Il suicidio di Saffo, che è la decorazione principale, non ha nulla di tragico. Sembra più un passaggio ad un’altra vita che una fine. Motivo per cui questa basilica è stata legata ai culti neopitagorici, che all’epoca erano stati banditi», ha spiegato la direttrice del monumento, Anna De Santis.
L’ultimo intervento di restauro è stato compiuto con le più moderne procedure avvalendosi di tecnologie elettroniche, chimiche, meccaniche e manuali.
Nel Colombario degli Statili, adiacente alla basilica sotterranea, tra i 720 loculi che lì sono stati ricavati in antichità, si distinguono le sepolture di un gruppo di artigiani specializzati in lavorazioni di cantiere e lo stuccatore, il tector. Di nome Secundus Tarianus, potrebbe essere lui ad aver decorato le proprietà degli Statili, secondo gli archeologi, e dunque anche la basilica sotterranea di Porta Maggiore con i suoi preziosissimi stucchi. —
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