Il Tirreno

firenze 

Il Gabinetto Vieusseux festeggia due secoli di cultura

Gabriele Rizza
Il Gabinetto Vieusseux festeggia due secoli di cultura

2 MINUTI DI LETTURA







Due secoli di storia del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux non potevano passare in silenzio. Così per degnamente festeggiare il bicentenario della nascita, quello che a buon ragione si colloca fra i più importanti centri culturali del vecchio continente, predispone col sostegno di Ministero, Comune, Regione e Cassa di Risparmio, un ricco palinsesto di mostre, incontri, conferenze, pubblicazioni, appuntamenti aperti al pubblico e gratuiti, destinato a snodarsi nei prossimi due anni.

Il Vieusseux, il luogo dove Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni si sono incontrati, calamitando letterati da tutto il mondo (tra i primi frequentatori e abbonati ci furono Stendhal, Schopenhauer, Heine e più tardi Zola, Gide, Dostoevskij) solo per citare alcuni dei suoi tanti fiori all’occhiello, vide la luce il 25 gennaio del 1820, in Palazzo Buondelmonti. A volerlo fu Giovan Pietro Vieusseux, un commerciante ginevrino colto e intraprendente, che decise di creare nella Firenze cosmopolita dell’epoca un luogo dedicato alla lettura dove trovare periodici italiani ma soprattutto pubblicazioni “d’oltre mare e d’oltre monte”, tradotte per favorirne la diffusione. Segnalandosi fin da subito come istituzione d’avanguardia, aperta al futuro e disponibile al confronto, vessillifera ante litteram della moderna cultura europea, policentrica e supernazionale, il Vieusseux ha formato generazioni di lettori, a partire dall’apertura di una biblioteca che metteva a disposizione dei cittadini libri e riviste nelle varie lingue europee. Un polo di ricerca e di studio che ha costruito, e continua ad arricchire, un archivio di fondi in cui sono presenti opere autografe, lettere, documenti di autori come Cristina Campo, Pier Paolo Pasolini, Federigo Tozzi, Alberto Savinio, Giuseppe Ungaretti, Giorgio Caproni, Vasco Pratolini: un materiale a disposizione di studiosi, scrittori, insegnanti che alimenta la conoscenza della letteratura italiana nel mondo, e che oggi consta di 600mila volumi, 160 fondi archivistici, oltre a 750mila documenti e quasi tremila opere d’arte, tra dipinti, disegni, sculture.

Già diretto da personalità autorevoli come il suo fondatore, e più avanti da Eugenio Montale, Alessandro Bonsanti, Enzo Siciliano, il Vieusseux oggi vanta una governance esclusivamente femminile: Alba Donati presidente, Gloria Manghetti direttrice. Ed è la prima volta nella storia dell’istituto che due donne ricoprono questi ruoli.

Il pacchetto di iniziative, predisposto per celebrare duecento anni di attività, prende il via il 25 gennaio con l’inaugurazione della mostra “Il Vieusseux dei Vieusseux. Libri e lettori tra Otto e Novecento. 1820/1923” a Palazzo Corsini Suarez, a cura di Laura Desideri, e proseguirà nel corso del 2020 con un ciclo di conferenze che affronteranno autori come Friedrich Hölderlin e Ezra Pound, mentre scrittori, tra i quali Antonio Scurati e Claudia Durastanti, racconteranno i classici contemporanei e andranno in stampa carteggi inediti come quello sorprendente intercorso per 30 anni tra Alessandro Bonsanti e Carlo Emilio Gadda. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana