Italia
Quelle scene devastanti da un matrimonio hanno 30 anni ma sono più attuali che mai
Girato a basso costo “La guerra dei Roses” fu un successo a sorpresa: humor, frasi memorabili, attori super, curiosità...
il film cult
«Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi». Parola di Oscar Wilde al quale, probabilmente, sarebbe piaciuto “La guerra dei Roses”, film uscito nelle sale statunitensi esattamente 30 anni fa, raccontando sul grande schermo la storia di Oliver e Barbara che si innamorano nel modo più romantico, si sposano, fanno due figli, acquistano una bellissima casa. Dopo 18 anni, però, e un ipotetico infarto del marito, Barbara si ritrova improvvisamente insoddisfatta e disinnamorata, convinta nel voler divorziare tenendosi i figli e, soprattutto, la villa di famiglia. Nasce da qui la famosa guerra dell’amore, fatta di spazi esclusivi e condivisi, rancori e dispetti, tentativi di riconciliazione e perfida cattiveria. Con scene davvero memorabili, come quando i due coniugi distruggono colpo su colpo la loro villa.
la sorpresa danny
Il regista della Guerra dei Roses è Danny De Vito, senza dubbio conosciuto più come attore, in verità di discutibile livello. Dietro la macchina da presa indovina in questo caso un film riuscitissimo, abilmente sospeso fra realtà e fantasia, verosimiglianza e bizzarria, nell’ambito di una narrazione intrisa di humor nero e tonalità grottesche. È la messa in scena della rovina della famiglia borghese americana che, in fase di decomposizione, diviene teatro dell’assurdo – neppure così assurdo – nel quale i coniugi si danno battaglia con gli stessi simboli del benessere sociale: mobili, suppellettili, addirittura animali domestici.
coppia d’oro (anzi tris)
Attori protagonisti del film sono Michael Douglas e Kathleen Turner, già coppia d’oro sul grande schermo nelle fortunate pellicole d’avventura “All’inseguimento della pietra verde” (1984) e “Il gioiello del Nilo” (1985). Nel cast di entrambi i film c’era anche Danny de Vito, e tutt’e tre le star, all’epoca de “La guerra dei Roses” erano all’apice della carriera, Douglas persino fresco vincitore dell’Oscar per “Wall Street” di Oliver Stone. Il trio rappresenta uno dei punti di forza di una storia continuamente sospesa fra commedia e dramma, impreziosita dalle interpretazioni attoriali e dai tempi comici perfetti.
fedele al romanzo
Il film è tratto dal romanzo omonimo di Warren Adler, che De Vito ha fedelmente riproposto sul grande schermo, mantenendo inalterati i toni tragicomici della storia. Nonostante le sequenze stravaganti e zeppe di cinismo, il film di De Vito, per stessa ammissione dell’attore/regista è un racconto contro il divorzio. L’intenzione si palesa nella scena finale, nello studio dell’avvocato Gavin D’Amato, dove torniamo al termine del flashback, lungo praticamente tutto il film, che rievoca la storia di Oliver e Barbara.
il figlio... hobbit
Uno dei figli della coppia scoppiata Douglas/Turner (il giovanissimo Josh) è Sean Astin che, molti anni più tardi, diventerà famoso per l’interpretazione nella trilogia de “Il Signore degli anelli” dell’hobbit Samvise Sam Gamgee.
il talk show letale
Una curiosità legata al periodo della promozione del film: ospiti di un talk show, Douglas e De Vito, presenziarono impietriti alla tragica gaffe commessa dal presentatore Arsenio Hall che, parlando della pellicola, ne svelò maldestramente il finale.
premi e... soldi a palate
“La guerra dei Roses” fu un grande successo di critica e pubblico. A fronte di un budget di 26 milioni, ne incassò quasi 87 negli Stati Uniti, addirittura 160 in tutto il mondo. Per le interpretazioni dei coniugi Oliver e Barbara, Michael Douglas e Kathleen Turner guadagnarono la nomination ai Golden Globe del 1990 rispettivamente come miglior attore e attrice.
humor matrimoniale
Sono molte le frasi, quasi aforismi, e i dialoghi memorabili ne “La guerra dei Roses”. Due dei più divertenti, e amaramente verosimili, li regala l’avvocato Danny De Vito: «Forse non è naturale restare sposato a vita a una persona sola. Anche se i miei ce l’hanno fatta. 63 anni... e qualcuno buono», «Quando una coppia comincia a segnare i punti, non ci sono vincitori. Ci sono solo livelli di sconfitta». —
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