Il Tirreno

IN MAREMMA 

Montemerano e quel quadro... col buco. Esperienza unica nella chiesa di S. Giorgio

Jeanne Perego
Montemerano e quel quadro... col buco. Esperienza unica nella chiesa di S. Giorgio

Un mistero nel dipinto del Quattrocento. Fu il parroco a praticare quel foro per permettere il passaggio al gatto?

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A Montemerano, frazione di Manciano (Grosseto), nella chiesa di San Giorgio, c’è un dipinto che merita una visita per un particolare insolito: un buco. Proprio così, in basso a destra presenta un foro che ha contribuito alla sua notorietà ben oltre i confini del suggestivo borgo medievale. Il quadro, che si è meritato l’appellativo di “Madonna della gattaiola” è una tempera su tavola quattrocentesca, alta oltre due metri, che rappresenta una Vergine annunciata (l’annuncio del concepimento verginale di Gesù che viene fatto a sua madre Maria dall’arcangelo Gabriele), attribuita a un artista locale noto come Maestro di Montemerano che il Nicolosi attribuisce alla scuola del Sassetta mentre Brandi a quella di Giovanni di Paolo. Situato a destra dell’altare, il dipinto con cornice dorata è custodito all’interno di una teca in vetro per assicurarne la protezione. D’altronde di “strane” esperienze nella sua vita ne ha vissute fin troppe. Come fa presupporre l’inserto nella parte superiore sinistr, che ha reso l’opera rettangolare lasciando traccia dell’originaria forma a cuspide, a un certo punto questo dipinto, forse nato come anta interna di un organo o di un armadio, fu probabilmente adattato a fare da porta. La storia popolare locale vuole che sia stato un parroco a prendere la decisione di utilizzare la tavola come chiusura dell’accesso a un magazzino, forse nel solaio della canonica, eliminando la parte con il corrispettivo Angelo annunciante, che è andata perduta. Non bastasse, probabilmente lo stesso parroco fece anche fare un foro circolare nella parte inferiore destra della tavola per permettere il passaggio del suo gatto o dei suoi gatti attraverso la porta. Avere un’”arma” efficace contro i topi che infestavano il magazzino, in cui probabilmente il parroco conservava anche diversi generi alimentari, valeva bene un foro circolare praticato nel dipinto. Che poi i buchi si possono tappare, ma quando i caci e i salumi sono stati rosicchiati dai roditori non c’è più nulla da fare. In seguito la tavola tornò a essere un arredo per abbellire la chiesa, ma il foro fu “risparmiato” e lasciato come ricordo dell’uso non propriamente religioso di quell’opera per lungo tempo. Nel quadro la madre di Gesù è rappresentata con il collo leggermente piegato in avanti e verso destra, con la mano destra appoggiata sul petto all’altezza del cuore in segno di devozione. Nella sinistra stringe un libro, probabilmente un testo sacro. Le tonalità rosso acceso dello sfondo contrastano quelle scure degli abiti indossati da Maria nella sacra rappresentazione. Sopra l’aureola sono evidenti i segni che testimoniano la funzione di porta a cui la tavola lignea rettangolare fu adibita. E il foro per fare passare il gatto è lì. Sempre in bella vista.
 

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