Il Tirreno

Quei rarissimi documenti che raccontano il rapporto tra Michelangelo e i Medici

Gabriele Rizza
Michelangelo e Leone X in un quadro dell'Empoli
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Michelangelo e Leone X in un quadro dell'Empoli

Esposti per la prima volta 200 disegni e l’archivio  della corrispondenza dell’artista Carte di grande importanza in mostra fino a marzo

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FIRENZE. Una nuova mostra accende i riflettori su Casa Buonarroti. Che alle opere d'arte esposte, inclusi i due capolavori giovanili di Michelangelo, affianca un prezioso nucleo di documenti, che comprende duecento disegni e l'archivio con le rime e la corrispondenza. Proprio da questo patrimonio che vede al centro l'epistolario, emergono "pezzi" di grande attrattiva. Il 2019 è anno di anniversari: il quinto centenario della morte di Leonardo e i cinquecento anni dalla nascita di Cosimo I e di Caterina de' Medici. «Alle molte iniziative programmate per ricordare la ricorrenza congiunta – dichiara Cristina Acidini, presidente pro tempore della Fondazione – Casa Buonarroti partecipa con un progetto che privilegia il ricchissimo archivio di famiglia e i documenti michelangioleschi, di straordinaria importanza, che vi sono conservati.

Le carte, esposte per la prima volta, consentono di seguire ogni momento della lunga vita dell'artista, morto a Roma nel 1564 all'età di 89 anni». Curata da Alessandro Cecchi la mostra, che oggi, venerdì 22 novembre, apre i battenti, fa luce sul rapporto di Michelangelo con i Medici, a partire dalla fine del Quattrocento, con la protezione accordatagli da Lorenzo il Magnifico e proseguita con la commissione della facciata per la chiesa di San Lorenzo da parte di Giovanni (secondogenito del Magnifico) destinato al soglio pontificio col nome di Leone X. Nel 1534 il Buonarroti avrebbe lasciato per sempre Firenze per trasferirsi a Roma al servizio dei papi. A niente sarebbero valsi i ripetuti tentativi da parte del duca Cosimo I de' Medici per farlo ritornare. Ne danno conto diverse lettere (alcune delle quali scritte dal sovrano) e quella del Vasari del 1563, in cui dà notizia della fondazione dell'Accademia delle arti del disegno e del ruolo di capo spirituale e artistico attribuito all'anziano artista. Aperta fino al 9 marzo.

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