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Il caso Dreyfus con Polanski diventa un legal thriller

Fabio Canessa
Il caso Dreyfus con Polanski diventa un legal thriller

Dopo aver vinto il Leone d’Argento alla Mostra di Venezia due mesi fa, esce oggi nelle sale il film più bello di questa stagione cinematografica

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Dopo aver vinto il Leone d’Argento alla Mostra di Venezia due mesi fa, esce oggi nelle sale il film più bello di questa stagione cinematografica. "L’ufficiale e la spia" ha tutte le carte in regola per entusiasmare ogni tipo di pubblico: dai cinefili duri e puri attenti alla qualità stilistica alle platee avide di storie avvincenti, dai cultori dell’affresco storico realistico agli appassionati del giallo giudiziario. Tratto da un romanzo di Robert Harris, a sua volta basato sul celeberrimo "J’accuse" scritto da Emile Zola nel 1898, il film narra la vicenda del caso Dreyfus, orchestrata alla perfezione da Roman Polanski.

La storia dell’ufficiale ebreo Alfred Dreyfus, ingiustamente condannato per tradimento, è raccontata secondo le regole del cinema classico più puro: la rigorosa ricostruzione storica, con fotografia, scenografie e costumi da lustrarsi gli occhi, è la lussuosa cornice di una sceneggiatura di ferro, che confeziona una sorta di legal thriller d’epoca, dalla regia impeccabile per nerbo ed eleganza. La vicenda è infatti narrata come un’indagine poliziesca condotta dal tenente Picquart per scoprire le prove che dimostrano il doppio gioco del capitano Dreyfus a vantaggio dell’impero tedesco.Alla riuscita magistrale contribuisce non poco un cast di attori superlativo, capitanato dall’ottimo Jean Dujardin e da Emmanuelle Seigner, moglie del regista.

Chi si lamenta che non ci sono più i bei film di una volta, sarà smentito dall’abilità con cui tutta la Parigi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento viene passata in rassegna con una messinscena spettacolare scevra di accademismi e nemica della noia. Ben più di un tradizionale film storico, "L’ufficiale e la spia" non è che l’ennesima variante del personaggio dell’innocente oppresso e poi travolto da una persecuzione malvagia, ricorrente nella eclettica filmografia di Polanski. Guardate la prima bellissima sequenza, nella quale a Dreyfus, degradato e umiliato, vengono strappate le medaglie di fronte all’esercito schierato: difficile non vederci in trasparenza il destino dello stesso regista, ancora oggi al centro di polemiche per una condanna di abuso su una minorenne risalente a più di 40 anni fa.

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