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Morto Bodei, gigante del pensiero a lungo docente all’ateneo di Pisa
Il decesso nella sua casa pisana per l’aggravarsi di una malattia, aveva 81 anni Fra le sue opere maggiori gli studi su Hegel e Bloch e sul governo delle passioni
PISA. È morto ieri pomeriggio nella sua casa a Pisa il filosofo Remo Bodei. Aveva compiuto 81 anni il 3 agosto scorso. Era ammalato da qualche tempo, ma nessuno fra i suoi familiari e amici si aspettava che le sue condizioni di salute precipitassero così rapidamente. A dare notizia della morte è stata la moglie Gabriella attraverso il professor Alfonso Maurizio Iacono, anch’egli filosofo, amico fraterno di Bodei al quale era succeduto sulla cattedra di Storia della filosofia all’Ateneo pisano.
Bodei era nato a Cagliari. Laureato all’Università di Pisa, aveva perfezionato la sua preparazione teoretica e storico-filosofica a Tubinga e Friburgo, frequentando le lezioni di Ernst Bloch ed Eugen Fink; a Heidelberg, con Karl Löwith e Dieter Henrich; poi all’Università di Bochum. Ha inoltre conseguito il diploma di licenza e il diploma di perfezionamento della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Le sue prime pubblicazioni di rilevante interesse avevano riguardato i suoi studi dedicati a Hegel e Bloch. Si era interessato a fondo della filosofia classica tedesca e dell’Idealismo, esordendo con la fondamentale monografia “Sistema ed epoca in Hegel”, dopo aver già tradotto in italiano l’importante “Hegels Leben (Vita di Hegel)” di Johann Karl Friedrich Rosenkranz. Fra le sue numerosissime pubblicazioni, un ruolo di primo piano lo occupano senza dubbio i lavori scritti attorno agli anni’90, come “Geometria delle passioni” e “Destini personali” che esprimono a pieno il problema filosofico di dare un governo alle passioni pur considerando la loro importanza. Opere in cui si può sentire il forte riflesso della filosofia di Spinoza. «L’autore per lui più importante – ricorda Iacono – rimane comunque Hegel, che Bodei legge in un suo modo molto particolare».
Molti suoi lavori hanno per oggetto lo spessore e la storia delle domande che riguardano la ricerca della felicità da parte del singolo, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l’esistenza e il sapere entro vincoli politici, domestici e ideali. Nel periodo più recente lavorava sulla storia e sulle teorie della memoria. Di recente aveva pubblicato “Il dovere e la subordinazione” con l’editore Il Mulino.
Andato presto in pensione dall’Università di Pisa, Bodei aveva ricoperto per un certo periodo anche un incarico di docente alla Scuola Normale. Ma amava molto girare per il mondo con conferenze in numerosi Paesi. Negli anni successivi al pensionamento, aveva insegnato a lungo anche negli Stati Uniti, soprattutto alla Ucla a Los Angeles. Fra i tantissimi riconoscimenti per la sua opera, Bodei era professore emerito dell’Ateneo pisano, dal 2015 era socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche. — NST
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