Il Tirreno

il musical 

«Io, romantica e risoluta come Kathy Selden» Gea Andreotti, da Pisa a “Singin’ in the rain”

Elena Torre

Momento magico per la giovane attrice cresciuta all’accademia del Politeama Pratese e ora in scena al Nazionale di Milano

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Castana, occhi verdi, largo sorriso, Gea Andreotti, pisana, 25 anni, grazie al suo talento sarà la protagonista di “Singin’ in the rain” (Cantando sotto la pioggia) il musical diretto da Chiara Noschese che debutterà il 15 novembre al Teatro Nazionale Che Banca! Di Milano dove resterà in scena fino all’11 gennaio.

Gea, diplomata all’accademia Arteinscena del Teatro Politeama Pratese, diretta da Franco Miseria e Simona Marchini, dopo numerosi stage e importanti esperienze professionali, vestirà i panni di Kathy Selden, ruolo che nella versione cinematografica del film fu di Debbie Reynolds. Ma il passo da Pisa a Milano non è certo stato breve. «Inizialmente Milano è stata meta di studio – racconta Gea – Ricordo quando, ancora minorenne, partivo anche solo una settimana per frequentare workshops di musical. Una volta terminato il liceo fortunatamente ho avuto subito la possibilità di lavorare, ma capitavo a Milano di passaggio, per lavori di brevi teniture o durante le varie tournée. Dallo scorso anno invece sembra stia diventando la mia città».

Come è stato il provino?

«L’aggettivo giusto è inaspettato. Non sapevo di doverci andare fino a due settimane prima. Vorrei sempre che le giornate durassero quarantotto ore per prepararmi al meglio prima di un’audizione, ma essendo stata una notizia fulminea, non si è creata quell’ansia negativa che solo l’attesa sa creare. La mattina della call ero agitata, ma allo stesso tempo in pace, ero anche stranamente felice del vestito da indossare che avevo comprato! I provini sono alienanti, è sempre un continuo susseguirsi di emozioni contrastanti. Quella sera sono tornata a casa con miliardi di dubbi, ma soddisfatta».

Come si sta preparando per interpretare Kathy Selden? Vi assomigliate in qualcosa?

«Durante la fase che precede l’allestimento, cerco sempre di entrare a contatto con il mio personaggio, e con la storia in generale, con un occhio più esterno, documentandomi il più possibile. Preparando la mia audizione e soprattutto lavorando con la regista Chiara Noschese credo di aver trovato delle affinità con Kathy: è una giovane dolce e romantica, decisa e risoluta. Sono curiosa di scoprire come si intrecceranno le nostre anime».

Ha dei modelli a cui guardare?

«Appassionandomi a più generi ho accumulato più modelli. Al di là della tecnica, delle doti particolari che uno può avere e dalle quali amo rubare il più possibile, ammiro l’artista eclettico, mi stimola a mantenere la mente aperta, a rinnovarmi sempre. Meryl Streep è senza dubbio la mia preferita, un’attrice onesta, camaleontica, una donna a cui vorrei assomigliare».

Potendo scegliere quale altro ruolo vorrebbe interpretare?

«Ho davvero molti ruoli in mente, dai personaggi più classici ai più recenti, passando per diversi stili musicali. Elphaba, dal musical “Wicked” è tra i primi in classifica.

Cosa pensa del musical in generale?

«Il musical nel nostro paese è purtroppo una tipologia di teatro di nicchia. Lo scenario italiano è molto triste e preoccupante. Siamo un popolo nato e cresciuto nell’arte, ma che non sa che farsene. Il teatro insegna l’amore, la bellezza e la disciplina, andrebbe integrato alla base dell’educazione, e saremmo tutti uomini e donne più liberi». —

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