Dopo tanti anni c’è “Canterò” l’esordio di Paolo Jannacci
Il figlio di Enzo, apprezzato jazzista, firma il primo album di canzoni «Ci sono le mie molteplici passioni musicali e due pezzi di papà»
IL DISCO
Ci ha messo anni Paolo Jannacci per pubblicare il suo primo album di canzoni. Dopo lunghe frequentazioni jazz in veste di pianista, di riletture di brani paterni e collaborazioni come musicista, per la prima volta la sua voce e le sue composizioni si fermano sul disco. «Sono arrivato a questo punto con un lungo percorso. Non c’è stato un momento o un episodio scatenante – dice il musicista milanese – Mi sono sempre cimentato con le riletture paterne, mi hanno chiamato per fare dei tributi importanti a musicisti importanti e così piano piano ho preso consapevolezza della mia voce e con la forma canzone. Alla fine per fare questo album c’ho messo 5 anni».
Una lunga gestazione che ha portato “Canterò”, un cd di 10 canzoni, tra originali e cover (di Enzo Jannacci e di Tenco) e ricco di collaborazioni. È un album assai variegato, con tanti spunti musicali differenti che lo rendono un po’ disomogeneo «Il collante di tutto questo – spiega Paolo – sono io. Di fatto le mie passioni musicali sono molteplici e ho cercato di metterne dentro parecchie. Alla fine il mio stile potrei anche dire che è questo». In realtà la storia di “Canterò” è lunga anche per questo motivo, per tale ricchezza stilistica, come spiega Jannacci. «Il lavoro era pronto anni fa. Quando il mio discografico l’ha sentito mi ha fatto notare questo eccesso di varietà e così ho smontato tutto e rifatto con dei brani nuovi».
All’interno del disco Paolo porta tutta l’esperienza familiare, la lunga collaborazione artistica con il padre. «D’altronde – ammette – Nella forma canzone mi ha insegnato tutto lui. Avvicinarmi al suo modo di concepire le storie è un meta a cui tendere. Devo ancora crescere, mi manca quella capacità che aveva lui di essere centrato nel raccontare». Le composizioni di Enzo rientrano in questo disco con due riletture (“Allora. . . concerto” dall’omonimo album dell’81 e “Fotoricordo... Il mare” da “Ci vuole orecchio” dell’80). «Sono due brani che amo molto – dice Paolo – le ho rifatte secondo il mio gusto e penso che ad Enzo piacerebbero».
Nel disco sono presenti collaborazioni di lusso: Michele Serra che firma insieme a Paolo la title track, Claudio Bisio che presta la sua opera in un brano e i duetti rap con J-Ax e Danti accompagnato dal produttore Roofio. «Con J-Ax ci sono 17 anni di amicizia e di collaborazione sul palco ed ha fatto un rap “classico” mentre Danti, che conosco da tempo, è un autore che ora cercano tutti. Guardo con molto interesse all’hip hop che potrebbe essere, lo dicono anche i “vecchi”, il nuovo bebop; è il desiderio di andare oltre».
Tra luci ed ombre quello di Paolo è un esperimento riuscito a metà, con alcuni interessanti spunti. —
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