Il Tirreno

I capolavori del Medioevo splendono in una nuova casa: riapre il museo dell'Opera del Duomo

Giuseppe Boi
I capolavori del Medioevo splendono in una nuova casa: riapre il museo dell'Opera del Duomo

Pisa: più ricco e con allestimenti hi-tech. I segni del potere di Enrico VII con le opere di Andrea, Giovanni e Nicola Pisano

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Ogni piedistallo è un trono esaltato da luci led che fanno “emergere” l’opera d’arte. I muri sono un percorso in cui, con garbo, trovano spazio didascalie e percorsi multimediali. Le teche sono delle piccole astronavi che esaltano i reperti e li custodiscono garantendo la giusta esposizione alla luce e la corretta temperatura. Un mix di scienza e tecnologia al servizio dell’arte medievale che da oggi a Pisa ha una nuova casa: il rinnovato museo dell’Opera del Duomo di Pisa che riapre i battenti dopo cinque anni di lavori e interventi per un costo di circa 6 milioni e mezzo di euro.

«Un riallestimento non in contrapposizione ma in continuità con il percorso museale precedente», si è affrettato a sottolineare Marco Collareta, esperto di arte medievale e docente dell’Università di Pisa, durante l’anteprima di ieri. Il capo della commissione artistica (composta anche da Antonio Caleca, Marinella Pasquinucci e Lorenzo Carletti) non ha però mancato di mettere l’accento sull’assenza, ad esempio, delle urne cinerarie etrusche (ora a disposizione dei soli studiosi) e di alcuni dipinti (esposti nelle sale dell’Arcivescovado) perché «non più in linea con il percorso». Reperti sostituiti, dopo un lungo restauro, con opere come il Trittico della Madonna in trono e santi (tempera e oro su tavola di Spinello Aretino), il Cristo ligneo borgognone e, per la prima volta, i segni del potere dell’imperatore Enrico VII: corona, scettro, globo e un magnifico drappo recuperati con la ricognizione nel 2013 della sua tomba ora ospitata nel transetto destro della Primaziale. Tesori adesso esposti secondo moderni e godibili criteri museali, accanto ai capolavori scultorei di Andrea, Giovanni e Nicola Pisano, i più grandi artisti del medioevo europeo.

Il tutto in un percorso museale che si sviluppa in 3.000 metri quadri divisi in 26 sezioni ospitate da 25 sale interne e dal chiostro incastonato sotto la Torre Pendente. Uno spazio in cui è possibile ammirare e studiare oltre 380 opere fra sculture in marmo, lignee, arredi sacri e tessuti che fanno parte dell’immensa ricchezza artistica del complesso monumentale della Piazza dei Miracoli di Pisa, patrimonio Unesco. Un’eredità culturale valorizzata dalle postazioni multimediali e dalle didascalie realizzati dal laboratorio Percro della Scuola Sant’Anna di Pisa, diretto dal professor Massimo Bergamasco.

«Rinnovando il museo abbiamo affrontato la sfida di trovare un equilibrio tra scienza e spettacolo nel rispetto del senso religioso delle opere d’arte», ha spiegato l’architetto Adolfo Natalini. «Abbiamo lavorato con l’obiettivo di raccontare il primato artistico e l’incontro di culture nella Pisa medievale», ha aggiunto Giuseppe Lo Presti, direttore dei lavori di allestimento per lo studio Magni & Guicciardini.

«Un altro miracolo in Piazza – ha concluso Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale Pisana che ha coordinato e finanziato i lavori – Gran parte delle opere esposte proviene dai monumenti della Piazza dei Miracoli ed è espressione della devozione e della magnificenza di Pisa a partire dal XII secolo. Godetevi questo spettacolo, prima il museo era pensato per gli studiosi, ora è per tutti». —
 

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