Il presidio
«Noi ci mettiamo il cervello» Dandini e “L’eredità delle donne”
Oltre 300 appuntamenti nel vasto cartellone che dal 4 al 6 ottobre si dipana in vari luoghi della città. Fra le ospiti, sindache, scienziate, attrici, sportive...
La centralità e il ruolo della donna nel mondo di oggi. Firenze si prepara a ospitare, dopo il boom dello scorso anno, “L’eredità delle donne”, il progetto lanciato da Elastica insieme a Fondazione Cassa di Risparmio, e sponsorizzato da Palazzo Vecchio, che dal 4 a 6 ottobre rilancia una cascata di appuntamenti un po’ per tutta la città, fra cartellone principale e corollario off: una maratona di spettacoli, incontri, visite guidate, percorsi urbani, reading, cinema, musica, teatro, performance e via elencando.
Il contenitore orchestrato da Serena Dandini, col contributo di una miriade di soggetti, vibra di contenuti e ideali: «Per me è la conferma – esordisce Dandini – che la città si è impossessata di questo progetto, l’ha condiviso in tutto e per tutto, innescando una sorta di reazione a catena che ha coinvolto la parte più bella e costruttiva del territorio, a conferma che Firenze ha molto da dire su questo argomento e che ha voglia di farlo. È di nuovo il momento di parlare delle nostra eredità, nel nome di Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, che del patrimonio femminile dell’epoca fu sponsor e protettrice, e che per questo abbiamo scelto come testimonial».
Fra i titoli che il festival può vantare, spiccano le due serate alla Pergola, condotte dalla Dandini, rubricate significativamente come “La città delle donne” e “Cinquanta sfumature di rosa”, che vedono protagoniste, fra le altre, le sindache di Barcellona (Ada Colau) e Tunisi (Souad Abderrahim), la collega di Ancona Valeria Mancinelli, Concita De Gregorio, l’architetta spaziale Valentina Sumini, la presidente dell’associazione Toponomastica femminile Maria Pia Ercolini, l’attrice Lucia Poli, l’economista Elsa Fornero, la chef stellata Antonia Klugmann, la virologa Ilaria Capua, l’astrofisica Sandra Savaglio, le scienziate Elisabetta Baracchini e Nicole Soranzo, con Ilaria D’amico che arbitra un “match” fra Novella Calligaris (nuoto), Diana Bianchedi (scherma), Maurizia Cacciatori (pallavolo) mentre Geppi Gucciari duetta con la scrittrice canadese Miriam Toews.
Conclude Dandini: «Le donne sono nate per costruire, come afferma Massimo Recalcati, ma che fatica. Per essere accettate dobbiamo fare i salti mortali, quella che Michela Murgia (anche lei attesa a Firenze) ha definito la sindrome di Ginger Rogers, che doveva fare gli stessi passi di Fred Astaire ma sui tacchi e camminando all’indietro». Inevitabile un commento sulle ultime vicende della sinistra: «Non abbiamo bisogno di un altro partito, ma di dare contenuti ai partiti che ci sono, fatti concreti non polemiche, selfie, propaganda. Noi donne non ci siamo scisse. Ma contenti loro contenti tutti. Io faccio un altro lavoro».
Ingresso libero. Tutto il vasto programma su www.ereditadelledonne.eu. —
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