Giovanni e Telemaco Vedute, luci e colori della dinastia Signorini
FIRENZE. I Signorini pittori, padre e figlio. Giovanni e il più celebre Telemaco, protagonista del movimento Macchiaiolo che con Silvestro Lega formò la Scuola di Pergentina, in equilibrio (anche geografico) fra l’Arno e la Senna, polemista, gran viaggiatore, animatore culturale (nel 1867 dette vita con Diego Martelli al “Gazzettino delle arti del disegno”) e intrinsecamente fiorentino.
Giovanni e Telemaco, narratori sulla tela della loro città, convivono nella mostra che, a cura di Elisabetta Matteucci e Silvio Balloni, si inaugura oggi a Palazzo Antinori a Firenze, che per l’occasione apre al pubblico il suo piano nobile. Promossa dalla famiglia Antinori insieme all’Istituto Matteucci di Viareggio, l’esposizione per la prima volta affianca la pittura di Telemaco (1835-1901) a quella di Giovanni (1810-1862), che fu artista prediletto da Leopoldo II di Lorena tanto da essere rubricato come “il Canaletto fiorentino” per le sue qualità di eccellente vedutista.
Le inquadrature fiorentine brillano di luci e colori, fra scorci, campi lunghi e primi piani, il centro con i suoi monumenti. Panoramiche di vivido realismo, immagini che sono testimonianza e memoria di un città che non c’è più, come quelle che “fotografano” l’animazione di Ponte Vecchio o di piazza Santa Croce per la festa di Berlingaccio, o ancora l’antico ghetto e il caos del popolo minuto che frequenta il Mercato vecchio e viceversa la pace della campagna che si affaccia al tramonto sull’Arno e i ponti che lo attraversano.
Nel clima culturalmente fecondo animato da personalità del calibro di Giovan Pietro Vieusseux, Pietro Giordani, Niccolò Tommaseo, Diego Martelli, Carlo Lorenzini, i Signorini si imposero come una dinastia pittorica. Divisa in otto sezioni, ricca di oltre 60 opere, la mostra oltre a fare rivivere l’affascinante scenario entro cui si è dipanata la loro vicenda artistica, si propone di far emergere le ascendenze del capostipite sul figlio e di documentare l’evoluzione della pittura di paesaggio in Toscana, dalla raffigurazione tardo romantica, secondo i modelli di Lorrain e Poussin, alla moderna estetica figurativa del periodo di maggior combustione della macchia, di cui Telemaco è stato tra gli sperimentatori più audaci. La mostra resta aperta fino al 10 novembre. — G.R.
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