Il Tirreno

La bomba ecologica nei fondali di Cerboli e la moria di delfini

La bomba ecologica nei fondali di Cerboli e la moria di delfini

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L’estate del mare minacciato è racchiusa in un’immagine capace di togliere il sonno: un’ecoballa di plastica compressa emerge a Capo Calvo, nella zona di Capoliveri. Viene prontamente tolta dal mare, ma non ha più l’involucro di protezione. È ancora integra solo per un caso fortunato. È arrivata fino all’Elba trasportata dai flutti da una zona ancora da definire a sud ovest dell’isola di Cerboli, dove in fondo al mare furono perse 56 ecoballe a luglio 2015 dal cargo IVY. 63.000 chili di plastica di ogni genere. Una bomba ecologica abbandonata per quattro anni, di cui si saputo solo quest’estate. Tra silenzi e inerzia. Ora finalmente un piano per il recupero è stato affidato a un commissario straordinario.

Ma il mare minacciato ha lasciato la sua testimonianza sulle nostre spiagge attraverso un altro fenomeno doloroso. Le carcasse dei delfini, specialmente i tursiopi, i più rari nei nostri mari, indeboliti dalle sostanze nocive e debellati dal morbillo dei cetacei. Le cronache di luglio e agosto sono costellate di carcasse raccolte dalla Versilia all’Elba: dall'inizio dell’anno sono oltre 40 i delfini morti in Toscana, con una preoccupante escalation nei mesi estivi, a fronte di una media di 20-30 ritrovamenti negli anni precedenti. —

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di Redazione web