Il presidio
Wi-fi, piscina, eventi e corsi quando il mare non basta più
Com’è cambiata l’offerta dei bagni: «Ormai la gente arriva a mezzogiorno e vuole l’aperitivo»
Andare al mare e poi guardare la battigia da lontano, come una sentinella adagiata su una torre.
Magari perché si è spaparanzati in piscina, rigorosamente con l’acqua salata, o comodamente seduti a tavola a degustare piatti a chilometro zero. Meglio se spippolando sullo smartphone allacciandosi alla rete WiFi.
Andare al mare per poi non fare il bagno. Un’eresia, detta così. Eppure è una scena sempre più consueta negli stabilimenti balneari della Versilia: da Viareggio a Forte dei Marmi la tintarella e l’ombrellone con sdraio o lettini non bastano più.
Anzi: di ombrelloni ce ne sono sempre meno. «Adesso i clienti preferiscono le tende, quasi inesistenti venti o trenta anni fa».
Francesco Verona, presidente dei balneari di Marina di Pietrasanta, gestisce assieme alla moglie il bagno King a Motrone. I genitori avevano invece il bagno Zara, lui sul mare ci è cresciuto. E ha osservato l’evoluzione degli stabilimenti balneari, specie nella tipologia di servizi offerti: «Più che altro sono cambiate le esigenze dei clienti e ci siamo adeguati di conseguenza – prosegue Verona – dentro le cabine vogliono non solo la doccia, ma anche la luce o il wc, perfino la cassaforte…».
E i bar che in passato servivano giusto i gelati o due focaccine si sono convertiti in ristoranti a tutti gli effetti sempre più sofisticati: «La padrona del bagno che cuoceva le arselle e le offriva ai clienti ormai è un ricordo lontano – racconta Fabio Giannotti, un passato da bagnino e un presente da general manager del Bagno Alpemare a Forte dei Marmi – è cambiato proprio l’approccio alla cucina: c’è una cultura del mangiare e del bere mai vista prima».
Lo stesso vale per abitudini e stili di vita: fino a qualche anno fa era normale vedere i clienti al mare già di buon mattino, adesso fino a mezzogiorno non si vede nessuno. «Ora sul mare vogliono fare pure l’aperitivo, una moda che non esisteva ma che è diventata quasi una regola – osserva ancora Giannotti – forse sarebbe il caso di rivedere qualcosa negli orari di apertura».
E, più in generale, di destagionalizzare. Un verbo di cui spesso ci si è riempiti la bocca, ma che non sempre ha trovato attuazione. A Viareggio ci sta provando Cristiano Pezzini del Bagno Teresa: si è perfino inventato il Natale sul mare e i cavalli sulla spiaggia per allungare la stagione.
«Una volta bastava il mare, oggi la piscina è diventata quasi irrinunciabile perché i genitori preferiscono acque più sicure per i bimbi». E anche per i più piccoli niente è più come prima: «Io, come è successo anche in tanti altri stabilimenti, ho allestito un’area giochi con altalene, scivoli e casette, sono passati i tempi in cui ci si accontentava di farli giocare con secchiello e paletta – dice Pezzini – poi organizziamo serate a tema, grigliate, eventi per presentare ai clienti i nostri produttori e rivalutare il chilometro zero e tanti corsi, dal surf allo yoga». Per dirla con Maurizio Vespa del Bagno Panoramic a Lido di Camaiore, «il bagno deve essere come un piccolo villaggio turistico: la concorrenza di altre località è spietata e anche il turista stesso ha cambiato stile di vita: non fa più le ferie solo in estate, ora gira tutto l’anno e viaggia all’estero. Viviamo in un mondo globalizzato e quindi devi inventarti qualcosa, avere una marcia in più, farti trovare sempre pronto con un’offerta diversificata e onnicomprensiva». Anche a livello di servizi, certo. —
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